1 Marzo 2024
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forest bathing

L’importanza della terapia forestale

Purtroppo sono ancora troppe le aree naturali che vanno in fumo ogni estate con doppio danno per l’ambiente, ma anche per noi stessi. Sono infatti sempre più evidenti le ricadute positive delle foreste sulla nostra salute

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Purtroppo, anche questa estate in Italia circa 10.000 ettari legati agli ecosistemi forestali sono andati in fumo a causa di incendi più o meno “naturali”. Lo denuncia l’Istituto Superiore per la Protezione
e la Ricerca Ambientale
(Ispra) che precisa come le foreste coinvolte risultino in gran parte composte da macchia mediterranea e leccete (61%) e superfici ricoperte da boschi e rimboschimenti di conifere (21%).

Il 71% delle aree bruciate sono riferibili alla Sicilia (75%) e alla Calabria (17%), molte delle quali erano aree naturali protette.

Una perdita per l’ambiente ma anche per l’uomo che sta scoprendo proprio in questi ultimi anni quanto sia importante vivere in prima persona le foreste, tanto che stanno prendendo piede il Forest bathing o Terapia forestale.

La foresta è un ambiente terapeutico. Tanto che – spiega Federica Zabini di Cnr-Ibe che ha recentemente firmato con altri colleghi il volume Terapia Forestale 2 – “si sta studiando come renderla un potenziale supporto sanitario, oltre che un elemento insostituibile per la stabilità della vita sulla Terra, come determinato sulla base dei moderni metodi della psicologia clinica e delle neuroscienze e della stima dell’enorme valore economico della frequentazione consapevole delle foreste“.

Gli studi procedono spediti: il Cnr ha costituito un gruppo di ricerca che va dall’Istituto Superiore di Sanità al Crea (Ministero dell’Agricoltura), dalle Università La Sapienza di Roma, di Firenze e Padova alle Scuole di Psicologia Cognitiva.

Prossimi obiettivi è raggiungere una definizione rigorosa degli standard per i siti idonei di Terapia Forestale e di Terapia Forestale Urbana.

Intanto, sulla base di studi recenti e con un approccio originale e adattato al nostro Paese, il Crea – l’ente di ricerca italiano dedicato anche alle filiere forestali – ha definito un percorso, aperto a enti pubblici e soggetti privati, per il riconoscimento di idoneità dei siti secondo indici oggettivi e quantitativi, dall’anagrafe identificativa alla gestione, fino all’accessibilità e fruizione e ai vincoli.

Per approfondire la tematica del Forest Bathing consigliamo anche la lettura di Samantha Walton, autrice e docente specializzata nel legame tra natura e salute mentale, con il suo libro Luoghi per guarire (edizioni Ponte alle Grazie) nel quale ha indagato il potere curativo dell’ambiente.

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