22 Aprile 2024
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Ecosistemi naturali, alleati chiave nella lotta al cambiamento climatico

Secondo un recente rapporto presentato dal WWF, negli ultimi dieci anni la natura ha assorbito il 54% delle emissioni di CO2 prodotte dall’uomo. Preservarla è, quindi, di fondamentale importanza, se si vuole davvero vincere la battaglia contro il climate change

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Tra clima e salute degli ecosistemi naturali esiste una profonda interconnessione. Per preservare il futuro della Terra occorre partire proprio da qui e riconoscere che il nostro pianeta rischia un collasso climatico senza ritorno, se non verrà posto un freno al suo sfruttamento. La natura, infatti, è la migliore alleata dell’uomo nella lotta contro il riscaldamento globale. A sostenerlo con grande fermezza è un recente report presentato dal WWF. Il rapporto, intitolato “Our Climate’s Secret Ally: Uncovering the story of nature in the IPCC Sixth Assessment Report” (L’alleato segreto del nostro clima: Scoprire la storia della natura nel Sesto Rapporto di Valutazione dell’IPCC) e basato sul lavoro del Gruppo Intergovernativo di Esperti sul Cambiamento Climatico (IPCC), evidenzia in particolare la capacità degli ecosistemi naturali di ridurre le emissioni nocive prodotte dall’uomo, spiegandone il ruolo assolutamente centrale nella risposta globale alla crisi climatica.

Impressionanti i dati pubblicati: secondo il report, circa il 31% delle emissioni di CO2 prodotte negli ultimi dieci anni dall’uomo è stato assorbito, infatti, da ecosistemi terrestri (piante, animali e suolo), cui va ad aggiungersi un ulteriore 23% assorbito dagli oceani. Attività, quest’ultima, dai costi particolarmente elevati per gli ecosistemi marini, dato che le acque stanno diventando sempre più acide e, quindi, per loro meno abitabili. Ma la natura non sta dimostrando solo di dare una mano nella lotta al riscaldamento globale, aiuta anche ad aumentare la resilienza del nostro pianeta, proteggendo tante comunità dai devastanti impatti dei cambiamenti climatici. Ne sono un esempio le barriere coralline, le zone umide e le mangrovie, che garantiscono un’importante protezione dalle tempeste e un’efficace azione di contrasto all’innalzamento del livello del mare. La stessa protezione è data dalle foreste, che con l’assorbimento dell’acqua piovana in eccesso impediscono pericolose inondazioni e frane, spesso fatali per gli uomini.

Da tempo, però, tutti questi sistemi naturali sono fortemente minacciati. Eventi meteorologici estremi, come la siccità e le ondate di calore, stanno distruggendo il loro equilibrio, facendo venire meno un aiuto prezioso nella mitigazione delle peggiori conseguenze climatiche: una spirale discendente che può rivelarsi addirittura rovinosa per la preservazione del pianeta. Oltre certe soglie, la distruzione della natura è, infatti, irreversibile: con l’innalzamento del riscaldamento globale a 1,5°C le barriere coralline tropicali sono destinate a una disintegrazione quasi completa. Per non parlare delle foreste pluviali, un bioma che una volta degradato può trasformarsi permanentemente in savana. L’innalzamento del livello del mare può, poi, distruggere per sempre molte zone costiere ricche di biodiversità, aree di fondamentale importanza come i delta dei fiumi.

Resta chiaro: la natura da sola non può fare tutto. Ma un passo fondamentale, secondo il report WWF, è riconoscerne il ruolo fondamentale nella mitigazione degli effetti climatici, così da continuare a far leva su un alleato assolutamente chiave per il futuro della Terra.

L’impegno di Vaillant nei progetti di riforestazione

La preservazione della natura è oggi un’urgenza sempre più sentita a livello globale, soprattutto da parte delle aziende, interessate a promuovere iniziative che compensino le emissioni nocive prodotte, aiutandole ad arrivare velocemente a un bilancio Net Zero. Tra queste, spicca il primo progetto di riforestazione promosso da Vaillant Group nel nord del Costa Rica. La nuova foresta è destinata a estendersi su un’area di oltre 1.000 ettari, precedentemente utilizzati a pascolo, e nei prossimi 40 anni sarà in grado di catturare oltre 600.000 tonnellate di CO2 dall’atmosfera. Il ripristino di una foresta pluviale pressoché naturale promuoverà, tra l’altro, anche la biodiversità della fauna selvatica e migliorerà la qualità dell’acqua nella regione. Il progetto si inserisce all’interno della strategia climatica a lungo termine dell’azienda, basata sui pilastri della riduzione e della compensazione delle emissioni di CO₂. In particolare, entro il 2030 Vaillant Group diminuirà le proprie emissioni di CO₂ derivanti dalle attività commerciali del 50% rispetto al 2018, riducendole a meno di 28.000 tonnellate all’anno, grazie all’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, a misure per l’efficientamento di edifici e produzione e a una flotta di veicoli “green”. Le emissioni rimanenti sono compensate con progetti di rimboschimento. Dal 2020, infatti, Vaillant Group acquisisce certificati di CO₂ da un progetto di forestazione già esistente e certificato Gold Standard a Panama. Il nuovo progetto di rimboschimento in Costa Rica compenserà una parte significativa delle restanti emissioni di CO₂ prodotte dall’azienda.