21 Settembre 2021
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Ciak, si gira: il cinema ci insegna la sostenibilità

Tra i molti equilibri che ha stravolto, la pandemia ha avuto un impatto particolarmente oneroso sulla nostra socialità: il settore culturale, quello dell’arte, dello spettacolo, del cinema, è stato particolarmente colpito - le nostre serate in compagnia di amici a mangiare pop corn e il calore che solo le sale cinematografiche sanno regalare si sono trasformati in un ricordo un po’ sbiadito. Ma il cinema ha saputo reagire ed è ripartito più forte di prima, vediamo come.

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Cinema e amore per il pianeta: il binomio perfetto
Durante la fase di ripartenza, sono state molte le iniziative che hanno permesso agli amanti del cinema di tornare rapidamente a sognare ed appassionarsi nuovamente alle più belle storie sul grande schermo. Iniziative sul territorio Italiano, che hanno saputo coniugare un approccio nuovo alla socialità, trasmettendo anche un messaggio positivo e responsabile nei confronti dell’ambiente. Un esempio è l’originalissimo cinema all’aperto Drive-In o meglio, Bike-in, proposto dalla FIAB Reggio Emilia Tuttinbici APS, un’associazione che promuove la mobilità sostenibile e che ha proposto un cinema all’aperto interamente green, eliminando (o meglio, chiedendo di eliminare) gli spostamenti in auto, garantendo il distanziamento di sicurezza e creando quindi un denominatore comune, per una crisi che è tanto sanitaria quanto climatica.

Ma non solo… Il cinema, in virtù della sua diffusione e popolarità, è diventato, specialmente negli ultimi anni, lo strumento perfetto per sostenere e far emergere l’importanza e la centralità delle tematiche ambientali. Ad esempio, iniziativa tutta italiana e appuntamento estivo da non perdere, il Festival CinemAmbiente, nel Torinese, è una manifestazione zero-waste, plastic free, che compensa le emissioni di CO2 grazie al protocollo Asja-CO2 e che, dal 1998, propone una rassegna dei migliori documentari internazionali a tema ambientale: promozione della cultura green anche al cinema! E sempre parlando di eco-festival, come non citare il suo più celebre esponente? È notizia diffusa che il Festival di Cannes quest’anno abbia vissuto un’edizione green, “imponendo” sui set eliminazione totale delle bottiglie di plastica, catering responsabili con prodotti a km zero, materiali biodegradabili, ed uso di auto elettriche o ibride per gli spostamenti.

ll cinema, quindi, si è reso protagonista di una e vera e propria rivoluzione che passa anche da produzioni cinematografiche più etiche, capaci non solo di educare ma anche di essere esse stesse motore del cambiamento, ponendosi una semplice domanda: ma quanto consuma il cinema? 

L’impronta ecologica del cinema
Se è vero che da ogni crisi nasce una opportunità, l’industria cinematografica si sta facendo carico di un importante transizione, cercando e adottando soluzioni e strumenti capaci di migliorare la sostenibilità e l’efficienza energetica delle produzioni cinematografiche.

Sustainable Production Alliance (Spa), un consorzio che riunisce le principali società cinematografiche, televisive e di streaming del mondo – tra cui Netflix, Disney, Fox Corporation, Amazon Studios – si pone l’obiettivo di accelerare la trasformazione del business dell’intrattenimento in un’industria più sostenibile. I dati che emergono dal rapporto divulgato a marzo 2021, rivelano una realtà tutt’altro che rassicurante. È stimato infatti che l’impronta di carbonio media nella sola categoria “film” sia responsabile dell’emissione di circa 3.370 tonnellate di CO2 per produzione (circa 33 tonnellate per giorno di riprese). Questo dato comprende la totalità delle emissioni: carburante, emissioni indirette, elettricità acquistata, viaggi aerei, alloggi. Dati alla mano, quindi, cosa si può fare? In Italia le buone pratiche di certo non mancano: disciplinare la produzione cinematografica ecosostenibile è possibile, e conviene! Ce lo dimostra la Trentino Film Fund and Commission, che a 10 anni dalla sua creazione, certifica T-Green Film, uno strumento che invita il cinema alla sostenibilità. Basandosi su diversi criteri a cui vengono attribuiti dei punteggi sulla base delle performance, le società di produzione potranno così misurare il proprio impatto ambientale.

Insomma, concludiamo come sempre con una nota molto positiva, e fieri di come nel nostro Bel Paese stiano emergendo e operando realtà che si prodigano verso una trasformazione ecologica a tutto tondo nell’industria cinematografica. In fondo, come abbiamo visto, basta davvero poco per trasformare il cinema in un amico del nostro bellissimo Pianeta Terra, capace di preservarlo in un modo davvero speciale, consapevole e perché no, anche divertente!