8 Agosto 2020
giornata della terra

22 e 24 aprile: due date da non dimenticare

La prima è la giornata dedicata alla Terra. La seconda festeggia l'arbor day: prendiamole al volo per iniziare ad agire in maniera consapevole ed ecologica

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E poi la nostra vita a poco a poco ricomincerà. Uscendo e vedendo altra gente in carne e ossa. Riprenderemo ad andare al lavoro, a scuola a fare la spesa senza fare le lunghe file che solo nei film di guerra si vedevano. Ma questo lo sapremo probabilmente dopo il 4 maggio.

Intanto, anche la Terra deve essersi accorta qualcosa di diverso stava succedendo in questi ultimi mesi: meno traffico in giro, meno inquinamento. Meno rumore, meno luci. Meno bisogno di energia. Purtroppo, non meno rifiuti, ma va bene: mica si può diventare virtuosi in un battibaleno.

E così siamo arrivati a questo 22 aprile 2020, giornata mondiale della Terra, dove si può pensare che qualcosa di buono, malgrado il cattivo virus che ci ha invaso, ci stia accadendo: si sta vivendo sfruttando un po’ meno Madre Terra. La stiamo lasciando un po’ respirare.

Peccato che ci voleva il Covid-19 a farci capire che si deve diventare un po’ meno invasivi. Eppure, non lo si dice da oggi. Era il 22 aprile del 1970 quando milioni di persone scesero in piazza in tutto il mondo per protestare contro gli impatti sull’ambiente e sulla salute umana di quasi due secoli di sviluppo industriale.

Era il periodo in cui nascevano grandi movimenti di massa per la protezione dell’ambiente, cresceva l’evidenza scientifica degli effetti dello smog sulla salute umana, dei ritardi nello sviluppo dei bambini legati all’inquinamento atmosferico, del declino della vita animale e vegetale e degli habitat a causa dell’uso massiccio di pesticidi e altri inquinanti.

È passato mezzo secolo e il mondo si divide ancora tra chi crede e chi non crede nella necessità di rispettare l’ambiente. Come da tempo ci rammenta il Global Earth Outlook (il Geo-6), il rapporto redatto dalle Nazioni Unite, se non vengono intraprese azioni urgenti per proteggere l’ambiente, l’umanità si troverà in gravi difficoltà.

Allora iniziamo magari da un simbolo: per essere più vicini a Madre Terra potremmo fare una bella azione e piantare un albero. La giornata giusta per iniziare a pensarci e metterlo in programma per quando torneremo alla normalità, o per iniziare a pensare di farlo, potrebbe essere il 24 aprile, in cui si festeggia l’arbor day.

Piantare un albero vuol dire tante buone cose, a cominciare dal fatto che si dà la vita a un seme che poi genererà ossigeno, bellezza e ci riparerà dai cambiamenti climatici.

Ogni albero è, poi, in grado di fissare la CO2 per alcuni decenni nel suo legno. Con il fogliame permette di abbassare le ondate di calore e con le sue radici di conservare in modo corretto il terreno. Piantiamo un albero ovunque: basta un balcone, un’aiuola, tanto meglio se si ha un giardino. Piantiamolo ogni volta che facciamo un lungo viaggio. Compenseremo quota parte della CO2 emessa e ogni volta che lo annaffieremo ci ricorderà la bella vacanza che abbiamo fatto.

Cerchiamo solo di avere l’accortezza di piantumare una specie autoctona. In questo modo l’albero avrà modo di adattarsi meglio al clima a e al terreno. L’idea potrebbe essere quella di raccogliere durante un giro in un bosco o in un parco vicino a casa dei semi e provare a metterli a dimora. La stagione giusta in questo caso, però, è l’autunno.

Altrimenti consigliamo di acquistare le piante nel vivaio più vicino (meno distanza, meno emissioni). Facciamoci consigliare quando mettere a dimora le piantine e con quali tecniche corrette affinché l’apparato radicale possa insediarsi rapidamente. Ricordate poi di averne cura: così come è brutta cosa abbandonare un animale per strada è altrettanto terribile non curare il verde che ci circonda. Date un nome a ogni albero che piantate. Fatelo diventare uno di famiglia, uno di voi: vedrete che non ve ne pentirete.