26 Gennaio 2021
2021 anno della svolta elettrica?

2021: sarà l’anno dell’auto elettrica?

Sarà il 2021 l'anno della svolta, elettrica? Per l'associazione delle aziende che si occupano di noleggio a lungo termine, con opportuni incentivi, si potrebbe assistere a una crescita interessante delle vetture elettriche. Cosa che prevede anche Deloitte entro il 2030

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L’industria automobilistica è in subbuglio per la svolta elettrica del mercato – lo si comprende dai tanti articoli su quotidiani e testate specializzate che si contendono a suon di titoli eclatanti l’attenzione dei lettori – che in questo 2021 potrebbe davvero rivoluzionare il mercato dell’auto.

Le rispettive fazioni – fautori dell’elettrico e sostenitori del termico – si stanno affrontando a colpi di pareri illustri, di report sulla sostenibilità a favore dei rispettivi partiti, di scenari e previsioni. La realtà è che il futuro non sarà dei motori termici e questo, a catena, provocherà uno sconvolgimento epocale nel settore industriale dell’auto.

Sì, perché le auto elettriche saranno digitali, senza pistoni, senza parti meccaniche e tutto l’indotto dovrà riposizionarsi… ecco perché è importante capire in anticipo come si svilupperà il mercato.

Un primo dato importante per questa analisi arriva da Aniasa, l’associazione delle aziende che si occupano di noleggio a lungo termine e car sharing, che rivela come questo settore sia stato nel 2020 il principale acquirente di vetture elettrificate in Italia: nei primi 9 mesi dell’anno, infatti, quasi 2 auto elettriche su 5 sono state acquistate da società di noleggio.

Nel dettaglio, fino a settembre 2020 le società di noleggio (a lungo e breve termine e in car sharing) hanno immatricolato 5.229 vetture ibride plug-in (+225% rispetto allo stesso periodo del 2019) e 6.132 elettriche (+125%). La quota totale degli acquisti di auto elettriche nel settore del noleggio è salita al 42% per le auto ibride plug-in e al 35% per le full electric.

Un secondo elemento arriva invece dalla ricerca Electric Vehicles, Setting a course for 2030 firmata da Deloitte che prevede, al 2030, che il 32% delle auto vendute nel mondo sarà composto da elettriche o ibride plug-in.

Il dato potrebbe far pensare che per i motori tradizionali la curva di discesa non sarà così rapida e che il settore dell’indotto ha davanti a sé ancora molto tempo; in realtà per Deloitte, anche se le auto termiche potrebbero avere un ritorno di fiamma prima della definitiva affermazione delle auto elettriche, molto dipenderà da imposizioni e limitazioni specifiche – numerose città europee hanno bandito i motori diesel dalle loro strade a partire dal 2022 – che potrebbero accelerare il fenomeno.

Un altro fattore determinate per l’esplosione del mercato elettrico saranno gli investimenti infrastrutturali che anche l’iniziativa e i finanziamenti del Next Generation Eu auspicano e gli incentivi per la sostituzione di auto inquinanti con modelli ibridi o completamente elettrici.

Ecco allora che per Massimiliano Archiapatti, presidente di Aniasa, “le risorse del Recovery Fund costituiscono un’opportunità irripetibile per rendere la mobilità italiana più sostenibile, condivisa e sicura, accelerando la transizione dalla proprietà all’uso dell’auto e il rinnovo del nostro ormai datato parco circolante“.

Un modo per farlo è quindi anche fare in modo di immettere ogni anno sul mercato dell’usato veicoli sicuri e a basse emissioni, in grado di sostituire quelli più inquinanti, provenienti dal settore del noleggio.

Per riuscirci, conclude Archiapatti, “Aniasa ha chiesto all’Esecutivo di estendere l’ecobonus (oggi previsto solo per limitate fasce di veicoli) alle vetture usate elettriche, ibride e con standard di emissioni Euro6“.