2 Luglio 2022
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auto elettriche

Spieghiamo una volta per tutte le sigle delle auto elettriche e le tendenze in atto in Italia

La transizione alle auto elettriche da parte degli italiani passa dalla conoscenza di auto che nulla hanno a che fare con il motore termico. Ci aiuta a capire meglio questo settore un manuale firmato dall'esperto Gianni Catalfamo

Tempo di lettura: 3 minuti

Il tempo per le auto “termiche”, ovvero quelle attuali, alimentate da benzina, gasolio, metano o gpl, sta per finire; infatti, entro il 2035 tutte le automobili che circoleranno nel nostro Paese dovranno utilizzare un motore elettrico o sfruttare l’idrogeno come carburante.

Lo richiede il pacchetto europeo Fit for 55 che vuole spingere la transizione ecologica ed energetica per contrastare le emissioni nocive.

Il mercato dell’elettrico invece si muove, eccome… secondo un’analisi di mercato effettuata dall’associazione delle realtà che si occupano di mobilità elettrica Motus-E, a fine 2021 si è “registrata una crescita del 128,34% delle auto con ricarica, corrispondente a 76.863 mezzi immatricolati, che equivale a una penetrazione del 9,35% sul mercato totale rispetto al 4,33% dello stesso periodo del 2020“.

Importante allora, se già oggi l’idea di passare da un’auto tradizionale a una vettura elettrica vi solletica ci sono diverse domande che è bene vi facciate…

Se invece siete degli early adopter, ovvero persone a cui piace provare le tecnologie ancora in fase di sviluppo, e vi attirano le auto a idrogeno, i tempi sono ancora lunghi e non è affatto detto che questa soluzione sia adatta al traffico veicolare urbano.

Al di là dei dubbi legati ai temi economici, ovvero “ma quanto mi costa un auto elettrica” o alla facilità di ricarica, gli italiani sono ancora molto spaventati dal non riuscire a ricaricare di energia l’auto all’abbisogna.

Le domande più diffuse sono legate alla tipologia di ricarica; ma forse ancora prima riguardano la materia elettrica vera e propria. E poi ancora: come si comporta un’auto elettrica in caso di riparazione? Come dobbiamo organizzare il nostro garage?

A questo proposito ci viene incontro il volumetto divulgativo 100 risposte (e oltre) alle tue domande sulle auto elettriche, redatto da Gianni Catalfamo, ingegnere che non nasconde di aver studiato il nucleare con un profondo sapere della mobilità elettrica.

Catalfamo ha scritto questo manuale pensando “alle modalità di ricarica e ai dubbi su come utilizzare al meglio una Ev (electric vehicle), passando per gli standard di mercato e i suggerimenti di un esperto“.

Ecco allora qualche esempio di domanda classica del neofita e la relativa risposta.

Nel capitolo dedicato a comprendere fino in fondo che cos’è un’auto elettrica Catalfamo inizia a rispondere alla domanda: che differenza c’è tra ibrida, ibrida plug-in ed elettrica?

Le automobili possono essere elettrificate in modo crescente: micro-hybrid è un’auto termica senza motore elettrico con un impianto elettrico più efficiente e un sistema start&stop.

Mild-hybrid è, invece un’auto termica con un piccolo motore elettrico che entra in funzione solo in alcune situazioni (avviamento)

Ibrida a ciclo chiuso (la sigla è Hev – hybrid electric vehicle) è un’auto a trazione elettrica e termica, ove la batteria viene ricaricata dal motore termico a bordo dell’auto.

Queste prime tre gradazioni, spesso, non vengono considerate propriamente elettrificate.

Ibrida plug-in (Phev – plug-in hybrid electric vehicle) è, quindi, un’auto a trazione elettrica e termica ove la batteria viene ricaricata “alla spina” cioè tramite un caricatore esterno.

E poi ancora: parliamo di Fuel cell electric vehicle (Fcev) riferendoci a un’auto a trazione elettrica ove la batteria viene ricaricata da una cella a combustibile alimentata a idrogeno.

Elettrica range extender (Rex) è invece un’auto a trazione elettrica dotata di un piccolo motore di servizio utilizzato solo per caricare la batteria e aumentare l’autonomia (ibrido seriale).

Infine, l’elettrica pura (quelle che hanno come acronimo Bev – battery electric vehicle) è un’auto a trazione elettrica ove la batteria viene caricata da un caricatore esterno.

A questo punto, però, si ripropone la domanda? Perché le auto elettriche costano ancora così tanto rispetto alle loro omologhe termiche?

La risposta sta nelle leggi di mercato: al momento, nonostante i numeri percentuali in forte crescita, i numeri assoluti sono ancora bassi e non consentono alle case automobilistiche – che peraltro stanno già facendo grossi investimenti per la produzione dei veicoli elettrici – di abbassare i costi.

Importante allora incentivare con sovvenzioni statali l’acquisto di queste auto meno impattanti sull’ambiente: tranquilli, il mito che le auto a batteria inquinino di più a causa dell’energia elettrica prodotta da centrali termiche e per lo smaltimento delle batterie esauste, è un falso storico di cui abbiamo già dato conto.