21 Settembre 2021
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sostenibilità e digitale

Sostenibilità e digitale: sai quanto incide?

Quanto è sostenibile il digitale? Quanto incidono le nostre attività online sull'impronta ambientale del Pianeta? Scopriamolo insieme

Tempo di lettura: 3 minuti

Grazie al digitale tutti lavoriamo un po’ meglio e ci troviamo molti compiti semplificati: fare la spesa all’ultimo momento, prenotare un biglietto del treno senza fare code in stazione, pagare tributi e multe senza doversi recare in Posta.

Gli esempi potrebbero essere molti e si farebbe davvero poca fatica a convincere anche il più irriducibile degli analogici o chi, ancora, non si fida del computer o dello smartphone – in realtà perché non ha ancora imparato a usarlo bene.

Semplicità, velocità, libertà di scelta ma, ci siamo mai chiesti quanto è sostenibile il digitale? Quanto incidono le nostre attività online sull’impronta ambientale?

La risposta più giusta a questa domanda fondamentale non è 42 – come accadrebbe se fossimo autostoppisti galattici – ma è “dipende da cosa facciamo“.

La cosa migliore per comprenderlo è fare qualche esempio: se, affascinati dall’idea di diventare ricchi, cominciassimo a fare i minatori di criptovalute allora il nostro impatto sarebbe notevole.

Per creare i bitcoin, per esempio – ormai esistono decine di differenti valute digitali – vengono impiegate enormi quantità di energia ed è stato calcolato che attualmente questa attività assorbe più energia di quanta ne viene usata in Argentina.

Se invece, semplicemente, inviamo un’email, senza allegati, per lavoro o ai nostri amici, allora emettiamo circa 10 grammi di anidride carbonica, che corrisponde al carbon footprint di un sacchetto di plastica.

Ma più il lavoro cresce e più l’impronta sarà dannosa: con soli otto messaggi di posta elettronica al giorno si emette la stessa CO2 prodotta da un’automobile per percorrere un chilometro di strada.

Se pensiamo a un’azienda di 100 dipendenti che spediscono mediamente 33 messaggi e-mail al giorno per 220 giorni all’anno, allora ci troveremmo di fronte a una produzione di 13,6 tonnellate di CO2 più o meno, pari a 13 viaggi aerei andata e ritorno da Parigi a New York.

Ma inviare mail è forse una delle attività meno inquinanti; pensiamo alle centinaia di milioni di siti web, sparsi per migliaia di server in tutto il mondo. Se il web fosse una nazione sarebbe il quarto Paese più inquinante dopo Cina, India e Stati Uniti.

Siti web e cloud, spazi in cui le aziende memorizzano i loro dati, sono ospitati in enormi datacenter che richiedono energia per il loro raffreddamento; secondo il cloud provider italiano Seeweb, ogni anno queste fabbriche digitali utilizzano 7 Gigawattora per mantenere online i servizi a cui accediamo.

Il primo passo per consumare meno quando ci affidiamo ai servizi digitali è essere consci di quanta CO2 stiamo producendo: con la conoscenza si può in seguito adottare misure per ridurre il nostro impatto.

Per esempio, per conoscere quanto consumiamo guardando le nostre serie preferite su Netflix possiamo utilizzare il calcolatore di JustWatch (https://www.justwatch.com/it/co2-calcolatore-streaming) che attraverso il caricamento della nostra cronologia è in grado di dirci quale impatto abbiamo avuto sull’ambiente.

Un’interessante iniziativa di compensazione dell’inquinamento causato dai video digitali – in questo caso pubblicitari – è il World’s First Carbon Neutral Ad Break, promosso da Mediaplus, azienda specializzata in consulenza e comunicazione pubblicitaria, che incoraggia le aziende a compensare le emissioni create dalle loro campagne pubblicitarie utilizzando il modello di calcolo Green Grp, sviluppato in collaborazione con ClimatePartner, in grado di determinare l’impronta di CO2 individuale di ciascun media mix e la quantità di compensazione richiesta.

A questo punto, vi suggeriamo anche le dieci azioni da compiere per rendere le vostre attività digitali più sostenibili, arrivando a risparmiare fino a 130 kg di CO2, equivalenti a un viaggio in auto da Milano a Barcellona.

Indicazioni suggerite dall’agenzia specializzata in algoritmi e intelligenza artificiale AvantGrade.com che ha sviluppato questo Karma decalogo, basato sui risultati del suo Karma Metrix che quantifica la performance ecologica di una o più pagina web ponderando 23 fattori di efficienza.

  1. elimina ogni mese le foto inutili dallo smartphone
  2. visita siti web poco inquinanti cercando quelli che misurano e fanno un monitoraggio sulla CO2 emessa
  3. usa piattaforme di scambio file invece di inviare via e-mail allegati pesanti
  4. limita la fruizione di filmati in streaming – 30 minuti di streaming su Youtube, Netflix o Fortnite possono arrivare a produrre fino a 59 g di CO2
  5. tieni la casella e-mail leggera, salvando solo i messaggi più importanti
  6. elimina le app che non usi – ma che consumano energia – dal cellulare
  7. fai i tuoi webmeeting senza video, accendendolo solo quando è necessario
  8. con WhatsApp preferisci i messaggi testuali, riducendo al minimo video e vocali
  9. fai un solo backup, evitando di memorizzare gli stessi dati presenti su più dispositivi
  10. apri meno finestre sullo schermo e chiudete le app non utilizzate