18 Settembre 2020
plastica

Sacchetti di plastica, vade retro

Sarebbero già messi al bando dal 2018, ma nel mondo l'usa e getta dei sacchetti in plastica è ancora un problema. Per questo Msc ha istituito con il 12 settembre la giornata senza sacchetti di plastica. Una buona abitudine che si accompagna a tanti altri oggetti che potremmo evitare di usare

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12 settembre 2020: il calendario green ricorda che è la giornata dedicata a vivere senza i sacchetti di plastica. È dal 2009 che Msc, società inglese no profit impegnata nella conservazione dell’ecosistema marino, ha proposto questa data per riflettere in merito: troppi sacchetti, troppa plastica finisce purtroppo ancora in mare.

Di fatto va detto che i vecchi sacchetti di plastica sono stati messi al bando in Italia dal 1° gennaio 2018. Quelli che confezionano la nostra spesa dovrebbero contenere almeno una percentuale di plastica riciclata che varia in rapporto allo spessore del film.

Altrimenti sono proprio fuori legge. Detto ciò, sarebbe veramente buona abitudine portare con sé la cosiddetta sporta: sacchetti riutilizzabili con continuità (vedi anche i suggerimenti di Porta la Sporta) acquistabili facilmente online o direttamente al supermercato dove vi servite.

Perché dobbiamo abituarci e in fretta a non utilizzare più plastica usa e getta. Il monouso è stato anch’esso messo al bando. Con una direttiva entrata in vigore proprio quest’anno, il Parlamento Europeo ha vietato posate e piatti di plastica monouso; cannucce di plastica; bastoncini cotonati fatti di plastica; bastoncini di plastica per palloncini; plastiche ossi-degradabili, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso. Ma la brutta abitudine di lasciare in giro la bottiglietta dell’acqua è ancora viva. E inquina.

Pensate che sia difficile iniziare a vivere diminuendo la plastica in una nostra giornata tipo? Tentare non fa male seguendo alcuni suggerimenti del Wwf.

Si comincia dal mattino e dallo spazzolino dei denti il cui consumo medio nella vita di ognuno è di almeno 300 pezzi. Meglio quindi sarebbe scegliere quelli che non sono di plastica. Lo stesso vale per i rasoi. Leggete l’etichetta di creme e bagnoschiuma: il Wwf consiglia di non acquistare prodotti per l’igiene personale se nell’etichetta compare il polyethylene.

Evitiamo prodotti troppo imballati per la colazione: merendine e biscotti, i succhi di frutta confezionati e yogurt monodose. Meglio spremute, centrifughe e frullati di prodotti freschi, così come il caffè che, se fatto con la moka, è assai più ecologico. Altrimenti puntiamo alle cialde compostabili visto che quelle di alluminio e plastica sono praticamente irriciclabili.

Al momento delle pulizie di casa, se ci rendiamo conto che l’armadio è pieno di flaconi, riduciamone via via il numero usando i rimedi della nonna come aceto, limone, bicarbonato, the, essenze naturali.

Facciamo la nostra battaglia per convincere i negozianti a dotarsi di prodotti alla spina nel vendere saponi liquidi di largo consumo. Possiamo tagliare ancora la nostra plastica quotidiana usando guanti riutilizzabili e non monouso, pezze di cotone per spolverare e pezzette in cellulosa. Meglio mollette di legno per stendere i panni.

Anche l’ufficio può diventare plastic-free: no al bicchierino di plastica alla macchinetta, meglio una tazzina spaiata portata da casa. Pranzo green con la schiscetta: si evitano stoviglie monouso, spese extra e si mangia anche meglio.

Quando arriva l’ora della spesa combattiamo contro l’eccesso di polistirolo, vaschette e pellicole, scegliendo prodotti sfusi.

Anche lo sport può essere amico della Terra se usiamo tappetini in fibra di bambù al posto di quelli sintetici. Per l’abbigliamento scegliamo tute, canottiere, t-shirt in tessuti naturali, che non rilasciano microplastica al momento del lavaggio.

Ogni anno (fonte Ellen Mc Arthur Foundation) mezzo milione di tonnellate di microfibre di plastica sono rilasciate nel mondo dal lavaggio dei tessuti sintetici, che equivale al 35% delle microplastiche primarie che entrano nell’oceano.

Borraccia al posto della bottiglietta di plastica per dissetarsi, ma questo è forse uno dei pochi trend che sta prendendo piede. Accappatoio e asciugamani in spugna e non in microfibra.

Anche i nostri amici animali, gatti, cani, possono aiutarci: ciotole in ceramica o acciaio, giocattoli in corda o in altri materiali diversi dalla plastica, sacchetti in bioplastica per raccogliere gli escrementi, cucce di legno o cesti di vimini.

Persino l’ora dell’aperitivo nasconde insidie: cannuccia e agitatore monouso, piatti, bicchieri, posate e vassoi in plastica? Tutto è sostituibile con materiali più durevoli, come carta o bambù.

E al posto dei palloncini: festoni colorati di carta.

Se poi lo stile no plastic vi sta convincendo consigliamo una lettura utile ad abbattere qualsiasi dubbio: Vivere senza Plastica di  Will McCallum (HarperColins; 238 pag/15€). Lui è il responsabile di Greenpeace Ocean nel Regno Unito che non usa mezzi termini: “Le bottiglie di plastica sono la cosa più stupida del mondo“. Sacchetti compresi.

Anche lui ha dei suggerimenti pratici, come per esempio, lavare i vestiti all’interno di una sacca per raccogliere le microparticelle di plastica o sostituire il normale shampoo con uno shampoo solido: ormai è molto facile trovarli sul mercato.

Noi consigliamo quelli selezionati da due fantastiche ragazze italiane che hanno dato vita a Make you Greener uno shop online che spedisce i prodotti plastic free in confezioni assolutamente sostenibili e riutilizzabili.