1 Marzo 2024
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Reingegnerizzare le tecnologie per salvare il Pianeta

La cifra fa girare la testa: per arrivare al net zero al 2050, secondo uno studio elaborato da McKinsey Sustainability, sarebbe necessario spendere fino a 6.500 miliardi dollari all'anno in infrastrutture e tecnologie. Importi, e opportunità, colossali e da cogliere in fretta. Il ritmo dell'innovazione sta infatti accelerando e il rischio è che il nostro paese accumuli svantaggi incolmabili

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Per inventare, sviluppare e applicare le tecnologie che servono per decarbonizzare in tempi rapidi le nostre economie serve e servirà nei prossimi decenni, uno sforzo enorme, che coinvolgerà e trasformerà tutti i settori produttivi.

E lascerà sul campo molte aziende, considerato che con ogni probabilità l’adozione delle tecnologie per il clima non sarà lineare, ma procederà invece per rotture e salti esponenziali.

È questa una prima sintesi di Delivering the climate technologies needed for net zero, un report preparato da McKinsey Sustainability per aiutarci nell’orientamento della transizione alle economie a zero emissioni.

Lo studio, oltre appunto a evidenziare la portata dalla sfida, sottolinea tre aspetti in genere poco considerati del cambio di paradigma tecnologico.

In primo luogo, le tecnologie per il clima sono fortemente interdipendenti tra di loro e possono essere utilizzate solo se sono già disponibili altre tecnologie pulite, a livello di imprese, aree geografiche e catene logistiche.

McKinsey cita l’esempio del metanolo verde, un combustibile prodotto utilizzando la CO2 catturata da fonti rinnovabili (cioè da sistemi di bioenergia con cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica o con cattura diretta dell’aria) e idrogeno verde (idrogeno prodotto con elettricità rinnovabile).

Nel breve termine, è quindi probabile che l’ampliamento della produzione di metanolo verde comporterà un’espansione dei sistemi industriali per la cattura della CO2.

A fronte di queste interrelazioni, secondo la società di consulenza è utile che le aziende e il management studino in che modo le varie condizioni abilitanti, tra cui le capacità industriali, i requisiti infrastrutturali e le politiche pubbliche, possono favorire o frenare la diffusione delle tecnologie.

In particolare, dovranno prestare attenzione ai vincoli sui materiali critici: saranno infatti necessarie tecniche di previsione molto più sofisticate, insieme a piani a breve e a lungo termine, per far fronte a possibili limitazioni nelle forniture.

In secondo luogo, lo studio di McKinsey evidenzia che per competere in questi mercati interdipendenti serve una cooperazione tra le supply chain e gli ecosistemi industriali.

La società di consulenza fa l’esempio del mercato degli autotreni a zero emissioni: oltre a coordinare la realizzazione dei veicoli e delle relative infrastrutture (come le stazioni di ricarica), i grandi produttori potrebbero anche organizzare modelli di finanziamento per l’acquisto sia dei veicoli sia delle infrastrutture.

Ovviamente, queste dinamiche possono ridisegnare in maniera sostanziale le reti di forniture esistenti.

Ecco allora che diventa fondamentale muoversi in anticipo rispetto alla concorrenza: è questa la terza indicazione che viene dallo studio. A oggi, infatti, nessuna tecnologia è ancora diventata standard e, visto che gli ecosistemi sono necessari per supportare la diffusione delle tecnologie per il clima, la formazione di reti come quelle descritte sopra può aiutarle a diventare la soluzione di riferimento per un settore dato.

Dando così ai first mover un vantaggio che gli inseguitori potrebbero non essere in grado di colmare.

Un monito a cui nel nostro Paese in molti dovrebbero prestare attenzione, considerata l’attitudine passatista con cui larga parte della politica e del mondo aziendale italiani guardano alle opportunità offerte dalla transizione ecologica.

Comunque, la buona notizia è che secondo gli esperti sono disponibili già dieci famiglie di tecnologie cruciali per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici e queste si riassumono in:

  1. rinnovabili
  2. batterie e ricariche
  3. tutte le tecnologie che rientrano nell’ambito dell’economia circolare
  4. lo smart building
  5. le tecnologie green applicate all’industria (per esempio i nuovi cementi o acciai)
  6. idrogeno
  7. biocarburanti
  8. Natural based solution
  9. tecnologie assorbi CO2
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