26 Maggio 2022
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mozziconi nuova vita

Raccolti i mozziconi Re-Cig gli dà nuova vita

La startup innovativa Re-Cig ha ideato un processo di lavorazione che dagli avanzi di sigaretta si arriva a creare un polimero adattabile a diverse soluzioni

Tempo di lettura: 3 minuti

Da due fumatori incalliti, ma attenti all’ambiente, nasce un polimero che ha come base i mozziconi di sigaretta. Loro sono Marco Fimognari e Nicola Bonetti fondatori di Re-cig, startup innovativa, insediata a Rovereto in Progetto Manifattura che raccoglie le cicche in appositi “smokers point” per poi smembrare, separando carta, tabacco e filtro.

Quest’ultimo viene appositamente trattato e ritrasformato in acetato di cellulosa, un prodotto plastico adatto a diverse attività produttive. Tra gli impieghi più comuni, quello nell’occhialeria, nella stampa 3D e nella produzione di manici per gli ombrelli.

Una bella soluzione per evitare le cicche per strada: si calcola che solo in Italia vengono gettate ogni anno 13mila tonnellate di mozziconi (fonte Enea).

Per saperne di più abbiamo incontrato Marco Fimognari. E la prima domanda a lui rivolta è stata quella che ci permette di capire se Re-cig ha la volontà ma anche la forza di raccogliere mozziconi in tutta Italia. Ecco cosa ci ha risposto:

Si, la nostra azienda fin da subito è partita offrendo il servizio su tutto il territorio italiano grazie al primo contratto stipulato con una realtà presente in tutto il paese. A oggi abbiamo oltre 500 installazioni e abbiamo ordini in definizione per altre 500 entro il mese di marzo 2022.

Il nostro lavoro è partito inizialmente con le aziende private e adesso piano piano stiamo riuscendo a stringere importanti collaborazioni con la pubblica amministrazione. Questo canale sarà quello che ci consentirà di poter raggiungere con il nostro messaggio l’intera popolazione“.

Qual è l’elemento più arduo che avete dovuto affrontare in questo progetto?

Nella fase inziale, parliamo del 2016, eravamo convinti che la parte più difficile sarebbe stata quella di mettere a punto il processo che poi abbiamo brevettato.

Nella realtà dei fatti, la sfida più importante è stata quella di riuscire a ottenere le autorizzazioni necessarie per poter svolgere questo servizio. In Italia il mondo dei rifiuti è altamente normato e nessuno aveva mai fatto una richiesta per un impianto simile al nostro. È stata una sfida con la burocrazia, con le tempistiche e con richieste di integrazioni.

Ma veniamo al polimero: raccontateci la sua durabilità ed efficacia

Il polimero che otteniamo ha caratteristiche praticamente identiche a quello “vergine”. Abbiamo eseguito dei test che hanno dato indicazione sul fatto che potrà essere riciclati almeno altre 2 volte.

La durabilità del polimero non è di per sé il problema come invece potrebbe essere quello di scegliere di produrre un oggetto che non ha un aspettativa di vita lunga.

Credo che il reale problema non sia la plastica di per sé, ma l’uso che ne viene fatto. Quello su cui dovrà concentrarsi il mondo produttivo (di conseguenza anche il consumatore ) è creare oggetti che non siano destinati all’immediato smaltimento, il classico “usa e getta”.

Avete in mente anche altri prodotti oltre a quelli già citati, da creare su questo polimero?

A oggi siamo alla ricerca del prodotto ideale da poter creare. Non abbiamo nulla di definitivo, ma siamo convinti che la cosa importante sia trasmettere il messaggio al consumatore in merito alla provenienza del prodotto.

La sensibilizzazione e l’informazione delle persone sono un importante obiettivo della nostra attività.

Proviamo a fare qualche conto: qual è la parte del processo più onerosa?

A dispetto di quanto si creda, una volta fatti gli investimenti iniziali sulla linea di recupero, il vero costo e impegno è quello dedicato alla fase di raccolta.

Questo è sicuramente il cuore del progetto, che ci mette in contatto con le aziende, gli enti e le persone. Per poterlo fare in tutta Italia in maniera sempre più capillare, avremo bisogno di più personale e mezzi.

Ovviamente abbiamo anche valutato l’impatto di questa attività, infatti nel 2022 speriamo di poter aggiungere alla nostra sede almeno 2 stabilimenti per lo stoccaggio. Questo servirà a limitare il chilometraggio dei nostri mezzi e di conseguenza l’impatto ambientali.