22 Ottobre 2021
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No Planet B, No Planet Bla Bla Bla

“I want a hot boyfriend, not a hot planet”, “Ci avete rotto i polmoni”, “There is no Planet B”. Vi suonano familiari? Sono solo alcuni degli slogan che campeggiano nelle piazze di tutto il mondo da quando, in quel famoso agosto del 2018, una ragazza di nome Greta - fragile solo all’apparenza - siede fuori dal Parlamento Svedese per ore e ore, in attesa. Nelle sue mani un cartello recita: “Sciopero scolastico per il clima”. L’attivismo di Greta è iniziato così: con un gesto talmente semplice, accessibile, familiare, ma capace al tempo stesso di dare voce alle preoccupazioni di milioni di giovani attivisti, in quello che è diventato un movimento ambientalista di protesta globale - “Fridays for Future”. I ragazzi saltano le lezioni per darne una a tutti i noi. Scioperano, protestano. La loro è una azione unita e incontenibile che dovrebbe smuovere le coscienze di tutti attraverso le parole severe ed emozionate della stessa Greta: “How dare you?”

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A distanza di 3 anni, ci risiamo. I ragazzi non sembrano indietreggiare, anzi, incalzano. Giovani attivisti di tutto il mondo si sono riuniti in occasione del Youth4Climate: Driving Ambition, evento organizzato dal Governo italiano la cui portata dimostra chiaramente le dimensioni e l’importanza di questa rivoluzione: a Milano, 400 giovani delegati  provenienti da 186 Paesi  hanno avviato discussioni e tavoli di confronto con ministri e leader internazionali in vista dell’ormai prossima COP26 – la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021.

Non deve sorprendere, infatti, che siano proprio loro, i giovani, a dimostrare una maggiore sensibilità – e conoscenza – dei temi green rispetto alle generazioni passate, ben coscienti delle urgenze in tema di sostenibilità da cui dipenderà il loro futuro e quello delle generazioni a venire. Ce lo dice un sondaggio condotto da Skuola.net in collaborazione con Sorgenia  su 3500 giovani tra i 10 e i 25 anni: il 96% si dice spaventato per la salute del pianeta, il 54% non vede una soluzione nel breve termine, mentre solo il 6% pensa che la situazione sia ancora arginabile. Questi non sono semplici numeri: alla preoccupazione ambientale che dilaga tra i giovanissimi, corrispondono azioni concrete, di chi preferisce urlare a squarciagola nelle piazze piuttosto che celarsi dietro banali bla bla bla

Social Network che salvano il pianeta

Rispetto ai temi di sostenibilità, la Generazione Z e i Millennials non si fanno cogliere impreparati, presentandosi al mondo come autorevoli punti di riferimento capaci di articolare concetti complessi in modo rapido, chiaro e incisivo. Nei loro discorsi non solo parole vuote, ma una conoscenza e preparazione approfondite rispetto ai temi di sostenibilità.

Complici i social, la correlazione tra il livello di motivazione a vivere in modo sostenibile e una consapevolezza maggiore dei cambiamenti climatici sembra avanzare e crescere, anche grazie a nuove tendenze come quella dei Green influencers, personaggi pubblici più o meno noti, che sfruttano la propria popolarità per discutere di tematiche sostenibili, declinando l’attenzione verso il pianeta in piccoli gesti individuali, concreti e d’impatto, alimentando così una conversazione positiva e continuativa rispetto a problematiche reali e non più ignorabili.

Non sorprende, quindi, che siano proprio i social i veri protagonisti della “divulgazione ambientalista”. Negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria esplosione di social “responsabili”, come Q-cumber.org, piattaforma di collaborazione per contribuire alla sostenibilità grazie alle nuove tecnologie, EnviNET, comunità virtuale per condividere idee green o 1% For the Planet, vero e proprio social network che unisce aziende e organizzazioni di tutto il mondo nella salvaguardia dell’ambiente e del pianeta.

Le nuove generazioni si pongono e continueranno a porsi obiettivi ambiziosi, mossi da un forte senso di unione e solidarietà e da speranze, desideri, sogni per un futuro migliore. A ben vedere, la vera sfida rimane proprio questa, educare gli adulti di oggi a un diverso approccio alle risorse, a una “coscienza sostenibile” di condivisione. Se dipendesse dai ragazzi, con la loro tenacia, la loro energia e la loro preparazione, il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 non sarebbero forse così lontani. Mentre ad oggi la concretizzazione di un futuro migliore appare ancora molto lontana… e tutta in salita.  L’importante è non desistere e continuare a fare cultura. La cultura ci salverà.