9 Dicembre 2019

Monitorare la CO2 per combattere i cambiamenti climatici

Il progetto “Che” (CO2 Human Emission) dell’Unione Europea punta a distinguere tra emissioni naturali e antropoceniche

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Dalla fine del XIX secolo, quando il chimico e fisico Svante Arrhenius evidenziò per la prima volta l’incidenza dell’aumento dell’anidride carbonica sul clima, diversi studi hanno confermato che le emissioni antropoceniche sono una delle principali cause dello squilibrio dell’atmosfera, che determina i cambiamenti climatici.

La stipula dell’Accordo di Parigi del 2015, evidenzia l’impegno degli Stati per ridurre l’impatto delle attività svolte all’interno dei propri confini (come la produzione, l’allevamento e l’agricoltura), tuttavia è altrettanto evidente l’inefficacia di alcune delle misure intraprese. Alla base delle lacune delle policy implementate c’è l’inadeguatezza dei sistemi di monitoraggio. Le misurazioni non sono sempre precise – soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, i quali non possiedono risorse adeguate – e questo può generare errori di valutazione durante le fasi decisionali.

Oggi più che mai è quindi auspicabile che gli Stati di tutto il mondo utilizzino strumenti di rilevamento, precisi e affidabili, in grado di monitorare efficacemente l’impatto dei combustibili fossili impiegati durante lo svolgimento delle attività umane. In questo modo, i Governi potranno definire puntualmente la riduzione dell’utilizzo di energia inquinante e il conseguente investimento in risorse più sostenibili, dando il via alla propria transizione verde.

L’importanza dei sistemi di monitoraggio

Non bisogna dimenticare che l’evoluzione climatica è un fenomeno naturale. È bene sottolineare, infatti, che non tutte le emissioni di CO2 e di altri gas serra derivano dall’attività umana (dalla combustione di combustibili fossili e biomasse), ma una parte è generata da fonti naturali (come le attività geotermiche e gli eventi di risospensione atmosferica). Infatti, i movimenti tettonici, la variazione della vegetazione, la riduzione dei ghiacciai con conseguente alterazione della riflettività della Terra e l’evoluzione della luminosità del Sole, che nella sua evoluzione continua a rafforzarsi, concorrono all’evoluzione del clima.

Tuttavia, come afferma Jean-Noël Thépaut, Capo di Copernicus Climate Change Service: “Sono i gas serra, tra cui la CO2, ad agire direttamente sul cambiamento della temperatura. La concentrazione di CO2  nell’atmosfera è stata modificata sensibilmente a partire dall’era industriale a causa dell’utilizzo dei combustibili fossili, con ripercussioni sul clima”. Fino all’epoca preindustriale, infatti, l’incremento della CO2 nell’atmosfera era contenuto perché causato principalmente dal rilascio di carbonio a seguito di alcune attività sulle foreste come la deforestazione o gli incendi. Dagli anni ‘20 del secolo scorso, l’incremento è stato esponenziale e ha accelerato il processo di mutamento climatico.

È, quindi, evidente che per definire strategie ad hoc è fondamentale individuare l’ammontare delle emissioni antropoceniche. Per farlo abbiamo bisogno di modelli computerizzati dell’atmosfera e della biosfera, simili a quelli utilizzati nelle previsioni meteorologiche, per creare il collegamento tra le rilevazioni e le emissioni antropoceniche, su cui è possibile intervenire.

Alcune organizzazioni hanno già iniziato a sviluppare sistemi di monitoraggio più completi, come ad esempio l’UE che ha sovvenzionato, nell’ambito di Horizon 2020, l’implementazione del progetto “Che” (CO2 Human Emission): un programma che permette di valutare le emissioni di C02 provocate dall’uomo, per supportare gli Stati nel monitoraggio del raggiungimento dei cosiddetti “Nationally Determined Contributions” (il livello di emissioni che si sono impegnati a raggiungere in occasione dell’Accordo di Parigi).

Ovviamente, i sistemi di monitoraggio più efficienti sono solo uno strumento da adottare per poter strutturare piani d’azione efficienti. La rivoluzione verde avverrà solo quando gli Stati di tutto il mondo prenderanno decisioni concrete, e coraggiose, e le metteranno in pratica per il bene del Pianeta e della popolazione a livello globale.