21 Settembre 2021
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Mediare è meglio che andare in causa

Con la mediazione, evitando lunghe cause di fronte a un giudice, eventuali diatribe anche sui brevetti si chiudono in tempi rapidi (anche in 24 ore). E nel 70% dei casi le parti giungono a un accordo

Tempo di lettura: 2 minuti

Si può risolvere una lite senza andare per forza in tribunale? Sì, si può, scegliendo la strada della mediazione. Che a quanto pare conviene tre volte: i costi sono molto più contenuti, i tempi più rapidi e lo stress è contenuto. Almeno così assicura la Camera Arbitrale di Milano, tra le più attive in Italia soprattutto in materia di brevetti.

Tema che scotta rispetto a licenze di marchi, diritto d’autore, anche nella sua gestione collettiva, contratti di franchising e distribuzione, contratti relativi a software e It, contratti di produzione e distribuzione di format televisivi.

Un servizio che anche le startup potrebbero ricorrere nel caso di litigi.

A differenza della causa in Tribunale, la mediazione consente alle parti di mantenere il controllo sul procedimento, sull’esito, sui tempi e sui costi, che sono individuabili in anticipo.

La mediazione permette alle parti di scegliere un mediatore, con specifiche competenze nella gestione del conflitto in materia di proprietà intellettuale e tecnologia.

La mediazione garantisce il mantenimento della relazione commerciale (spesso si tratta di contratti di durata come la distribuzione, l’agenzia) che verrebbe compromessa da un giudizio, da dove escono vincitori e perdenti (non sempre nei fatti).

Si aggiunga poi l’assoluta riservatezza (in alcuni casi, per esempio quando si dibatte della autenticità di un’opera, rendere pubblica la questione può significare andare incontro a un probabile deprezzamento).

Vi è la possibilità di discutere di più questioni in un’unica sede, evitando di instaurare procedimenti in diversi paesi con il rischio di ottenere pronunce contraddittorie.

Grazie a un accordo con il Wipo (World intellectual property organization, ovvero l’agenzia Onu, specializzata in proprietà intellettuale e tecnologia) la Camera Arbitrale di Milano ha appena deliberato una misura straordinaria, per incentivare l’accesso alla risoluzione delle liti e per sostenere le imprese in questo momento particolarmente delicato.

I dati sono incoraggianti: in Camera Arbitrale di Milano e in Wipo le parti giungono all’accordo nel 70% dei casi.

Anche i conflitti ambientali ricorrono ultimamente alla mediazione. Tanto che il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano all’interno del Master Ridef 2.0 e in collaborazione con il gruppo Centro Studi Systasis, ha ideato un corso di formazione di 16 ore per gestire la mediazione su questo genere di problematica.