5 Febbraio 2023
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Luisa Spagnoli, la sostenibilità sociale al centro di ogni impresa

Dotata di intuizioni di business straordinarie, Luisa Spagnoli ha gestito le sue aziende affrontando difficoltà e cambiamenti senza mai dimenticare il fondamentale contribuito dei dipendenti. Antesignana della sostenibilità sociale d’impresa, l’imprenditrice è nota per aver messo a disposizione dei suoi dipendenti risorse e strutture fondamentali per la vita di tutti i giorni: dagli asili nido agli spacci interni per fare la spesa

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Passione, tenacia, attitudine al cambiamento e capacità di gestire il rischio. Le doti di un imprenditore di successo sono molte e tutte fondamentali per guidare le organizzazioni attraverso evoluzioni continue, che ne preservano il valore nel tempo. Un valore che non è misurabile solo in termini di profitto, ma soprattutto nei tanti circoli virtuosi generati a beneficio di tutti: una sostenibilità sociale di cui tanti imprenditrici e imprenditori italiani sono stati importanti precursori, testimoniandone la rilevanza assoluta per l’affermazione delle proprie aziende e della loro trasformazione nel tempo. Una di queste figure è stata senza dubbio Luisa Spagnoli, una donna che lega il proprio nome alla nascita di due prestigiose aziende italiane: Perugina e la maison di moda che ancora oggi porta il suo nome.

Una visione imprenditoriale dalle intuizioni continue

Nata a Perugia nel 1877, Luisa Sargentini cresce in un contesto storico che offre limitate possibilità di istruzione per le donne. A tredici anni smette, infatti, di studiare e inizia ad aiutare il padre nella sua attività di pescivendolo. A ventun anni si sposa con Annibale Spagnoli, da cui prenderà il cognome, conservandolo per tutta la vita. Assieme a lui rileva una drogheria che da subito gestisce con grande spirito imprenditoriale, introducendo produzioni proprie di confetture, caramelle e cioccolato.

A trent’anni fonda assieme a tre soci, tra cui Francesco Buitoni (fondatore del famoso pastificio), Perugina, che nel giro di pochi anni viene gestita quasi interamente da lei e Giovanni Buitoni, figlio di Francesco. L’azienda in poco tempo passa da manifattura semi-artigianale a impresa industriale, introducendo prodotti che ne diventeranno presto il simbolo: primo fra tutti il Bacio Perugina, nato in ottica anti-spreco per non gettare avanzi di cioccolato e granella di nocciole che a fine giornata venivano purtroppo buttati.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale ecco la sua seconda intuizione imprenditoriale: allevare conigli d’angora, pettinati con cura per ricavare lana per filati pregiati. Nasce Angora Spagnoli per creare scialli, boleri e indumenti alla moda, il preludio di un’azienda che sarà poi guidata dal figlio e che oggi vanta una vasta rete commerciale di negozi ‘Luisa Spagnoli’ in tutto il mondo.

Welfare, oggi si chiama così

Se le intuizioni di business di Luisa Spagnoli si sono potute tradurre in realtà attraversando oltre un secolo di storia, il merito è tutto della sua capacità di gestire le aziende, anche in periodi di estrema difficoltà per tutti. Periodi, come la Prima Guerra Mondiale, che hanno visto spopolare le fabbriche di personale maschile, lasciando le donne a lavorare e a occuparsi delle famiglie. In questo periodo è massima l’attenzione di Luisa Spagnoli nei loro confronti, consapevole che ognuna di queste donne stava contribuendo in modo fondamentale al successo delle sue attività. Per questo nello stabilimento della Perugina di Fontivegge Luisa Spagnoli apre un asilo nido e spacci interni che consentono alle operaie di fare la spesa prima di tornare a casa dai loro figli. Paga, poi, gli studi e le cure mediche alle famiglie meno benestanti, dando il via a tante iniziative di sostegno al reddito che oggi ricondurremmo sotto i così tanto diffusi programmi di welfare.

Presso lo stabilimento di Santa Lucia di Angora Spagnoli, il figlio mantiene l’attenzione materna nei confronti dei dipendenti, costruendo negli anni casette a schiera, asili nido e una piscina. Si promuovono balli, partite di calcio e feste. Tutto per garantire benessere ai dipendenti.

Sempre più attenzione alle reali esigenze delle persone

Oggi la sostenibilità nei confronti dei dipendenti e della società, in generale, costituisce un punto centrale per molte imprese impegnate ad attuare una strategia di crescita responsabile. Una di queste imprese è sicuramente Vaillant Group multinazionale tedesca che, con il suo piano strategico di Gruppo denominato SEEDS 2030, punta a realizzare un programma dagli importanti obiettivi in quattro ambiti (due dei quali rappresentati proprio da dipendenti e società): Environment, Employees, Development & Solutions e Society. ​Vaillant Group Italia, in particolare, crede fortemente allo sviluppo e alla crescita delle proprie persone. “Tutti i dipendenti di Vaillant Group Italia hanno per noi un ruolo centrale, sia perché principali destinatari di uno sviluppo sostenibile, sia perché fondamentali nell’esecuzione della nostra mission strategica”, spiega Gherardo Magri, Amministratore Delegato di Vaillant Group Italia, che prosegue: “L’attenzione alle esigenze delle nostre persone e la ricerca del migliore contesto in cui lavorare è una priorità. Crediamo nell’eliminazione di qualsiasi discriminazione personale e favoriamo le politiche di diversità & inclusione quali temi emergenti per i prossimi anni”.