4 Dicembre 2020
urban jungle

La mia casa è una giungla

Lo stile Urban Jungle impazza in tutto il globo. Ecco come farlo al meglio circondandosi di piante naturali e addobbi adatti a una vera e propria giungla casalinga

Tempo di lettura: 3 minuti

Che l’Urban jungle sia il trend dell’estate – dopo essersi rafforzato durante il lock down – lo dimostra anche il fatto che è una delle keyword più ricercate su Google.

Difatto, la comunità che ruota attorno a questo nuovo stile di vita è assai vasta in tutto il Pianeta, tanto da superare quella degli hipster. O meglio, forse sono proprio gli hipster che hanno adottato la moda, rilanciandola. Accanto a loro fashionisti, rapper, trapper…

Diversi blog, alcune guide (le più rinomate sono quelle scritte da Igor Josifovic e Judith de Graaff: Tribù delle piante che vive felici e contenti con le piante – Abrams Books, New York. Fotografie a cura di Jules Villbrandt Sigla) possono accompagnare coloro i quali vogliono creare una casa verde selvaggio.

Sì, perché lo stile Urban jungle porta in casa piante, mobili dalle fattezze essenziali sia nei materiali sia nelle finiture e suppellettili varie, ovviamente in perfetto stile green.

Incominciamo dalle piante. Va subito precisato che lo stile Urban jungle predilige le piante tipiche delle foreste amazzoniche, piante con foglia larga, selvaggia. Piante tropicali self-grown che arredano stanze o balconi. E per dare l’idea che ormai è questo il nostro stile, devono essere tante. Tanti vasi, tante piante di fattezze diverse.

Il problema potrebbe essere curarle adeguatamente. Simonetta Chiarugi garden designer, scrittrice e fotografa nonché testimonial di Wiko suggerisce: “Le piante che si adattano a essere coltivate in casa sono prevalentemente specie che in natura crescono felici nel sottobosco delle foreste tropicali, dove hanno umidità costante e tanta luce indiretta, e queste sono le condizioni ideali da ricreare per la loro sopravvivenza. Consiglio varietà come Filodendro, Potos e Sanseveria o la Dracena, comunemente chiamata tronchetto della felicità e tante altre che, accostate casualmente, danno vita a un gradevole effetto giungla”.

Però, non è detto che non si possano utilizzare quelle più autoctone, riservando loro un tocco di esotico. Basta adeguare i vasi e le esposizioni. L’Urban jungle è uno stile che sembra disordinato e lì per caso, ma in realtà ha dietro una precisa collocazione visiva.

Anche le carte da parati giocano un ruolo fondamentale. Una parete che richiama le essenze floreali contrapposte giustifica la sua presenza. Ma, soprattutto riempie il campo visivo. E se ben studiata aggiunge anche un senso di rilassatezza.

Studiate bene l’esposizione alla luce della parete. E posizionate adeguatamente anche i punti luce che devono essere caldi, ma non eccessivi: l’effetto luce ombra tipico del sottosuolo di una giungla è il top.

Non è detto che si debba avere una casa enorme per adottare lo stile Urban jungle. Spesso il bagno, stanza dove non manca l’umidità utile a far star bene le piante tropicali, è una delle aree più adatte.

“Se lo spazio è poco – consiglia ancora la Chiarugi – basta una mensola per creare un angolo decor adatto. Scegliete piante con fusti penduli che possano ricadere con grazia dai ripiani, come il Potos la cui coltivazione è adatta anche ai meno esperti, oppure la Ceropegia Woodii, conosciuta come Collana di Cuori o, se l’ambiente è sufficientemente umido come quello del bagno, scegliete la bella Tillandsia Usneoides o Barba di Frate, una pianta senza radici e dalle lunghe ramificazioni argentee”.

A tutto ciò ci si dovrebbe adattare, ovvero per fare pendant bisognerebbe rivedere anche il guardaroba. Il top è il vintage floreale. Da mettere tutti i giorni, e in particolare quando si accolgono gli amici in casa.

E poi, per essere in perfetto stile ci vorrebbe anche un animale domestico che completa la convivenza in una casa urban jungle: un bel gatto tigrato, magari, potrebbe essere il coinquilino che certo non stona.