22 Aprile 2024
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Idrogeno verde, ecco la via verso sostenibilità e indipendenza energetica

Emergenza climatica e crisi geopolitiche stanno accelerando i piani europei sulla transizione energetica. Varato lo scorso giugno, REpowerEU ha rilanciato su tagli ai combustibili fossili e diversificazione degli approvvigionamenti, puntando su una maggiore produzione interna di energia pulita. Massima l’attenzione nei confronti dell’idrogeno verde, che ha visto raddoppiare gli obiettivi di produzione da raggiungere entro il 2030

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Cresce l’urgenza di una profonda trasformazione del sistema energetico europeo. Un’urgenza dettata non solo dall’emergenza climatica in atto, ma anche dalla necessità di ridurre al più presto la dipendenza dai combustibili fossili russi in risposta al perdurare della guerra in Ucraina. Si tratta di una dipendenza che riguarda tutta Europa, dove il 45% del gas naturale utilizzato (con livelli variabili tra gli Stati membri) è attualmente importato dalla Russia. Paese da cui viene importato anche il 25% del petrolio e il 45% del carbone.

Una dipendenza decisamente troppo pesante, che il piano REpowerEU, recentemente lanciato dalla Commissione Europea, punta a ridurre drasticamente per aumentare la resilienza del sistema energetico Ue a beneficio anche di una sua maggiore sostenibilità. Tutti obiettivi che il piano intende centrare attraverso un importante taglio all’uso dei combustibili fossili e una forte diversificazione degli approvvigionamenti, grazie anche a una maggiore produzione interna di energia pulita. In quest’ultimo ambito, un ruolo chiave viene riconosciuto, in particolare, all’idrogeno verde su cui si stanno andando a concentrare sempre più investimenti comunitari.

REpowerEU, raddoppiati gli obiettivi per l’idrogeno verde

Per quanto concerne l’idrogeno, la roadmap europea prevede, nello specifico, di raddoppiare i precedenti obiettivi fissati dall’ambizioso piano ‘Fit for 55’, arrivando a produrre H2 da fonti rinnovabili (l’idrogeno verde appunto) per un totale di 10 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030. A questi andranno a sommarsi altri 10 milioni di tonnellate importati, che insieme andranno a sostituire gas naturale, carbone e petrolio soprattutto nei settori oggi più difficili da decarbonizzare. L’Europa vuole, dunque, giocare un ruolo da protagonista nella corsa all’idrogeno, certa del suo contributo chiave all’indispensabile processo di transizione energetica.

Ingenti i finanziamenti stanziati e provenienti da più fonti: aiuti di Stato, progetti comuni Ue che saranno approvati in questo periodo e 9,3 miliardi di euro di Next Generation EU destinati specificatamente a progetti per l’idrogeno pulito. Una somma che darà l’avvio a investimenti industriali privati nel settore, attivando complessivamente 50 miliardi di euro.

La roadmap Paese per Paese

All’interno della cornice tracciata dalla Commissione Europea, gli Stati membri hanno già iniziando a muoversi per raggiungere gli obiettivi indicati. Ognuno con il proprio passo e la propria strategia. La Spagna, per esempio, conta di diventare un centro di produzione e smistamento internazionale e punta a realizzare elettrolizzatori per 4 GW entro il 2030, esattamente come l’Olanda. La Germania ha obiettivi ancora più ambiziosi: entro il 2030 vuole arrivare a 5 GW. La Francia addirittura a 6,5 GW. Anche il Portogallo ha già messo a punto la propria strategia, mentre all’appello manca ancora l’Italia. Paese che, tra l’altro, oltre a poter giocare un ruolo da primattore in ambito produttivo, potrà anche svolgere una funzione centrale nei processi di importazione di idrogeno verde, agendo da ponte tra Nord Africa ed Europa in ragione delle infrastrutture già esistenti.

Trasformare l’idrogeno in realtà

Indubbiamente, ci vorrà del tempo prima che l’idrogeno verde possa sviluppare il suo pieno potenziale. Oltre a creare le capacità di produzione, devono essere adattate reti di condutture e di distribuzione, strutture di trasporto e stoccaggio e andranno definiti standard tecnici uniformi. Alcune aziende private si stanno, però, già muovendo per essere pronte a tradurre in realtà i piani definiti a livello europeo. Una di queste aziende è Vaillant Group, sempre in prima linea nell’affrontare anche gli obiettivi strategici più difficili.

“Per Vaillant Group, sostenitrice della transizione energetica e precorritrice delle strade più sfidanti, la salvaguardia dell’ambiente e la promozione di modelli di vita e di consumo sostenibili sono priorità irrinunciabili”, dichiara Gherardo Magri, AD di Vaillant Group Italia, che prosegue: “Nel nostro ruolo di leader e pionieri del settore, siamo determinati nel preparare il mercato italiano all’imminente era dell’idrogeno, anche prima che questa diventi realtà”.