2 Luglio 2022
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Idrogeno, miglior alleato per la transizione energetica. Ma solo se è green

L’impiego dell’idrogeno sarà fondamentale per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione del pianeta. Attenzione però: non tutto l’idrogeno è uguale.

Tempo di lettura: 3 minuti

Lotta al cambiamento climatico e al riscaldamento globale: una battaglia ancora tutta da vincere, che nel ricorso all’idrogeno può trovare un alleato chiave, addirittura decisivo. Se non sarà ampiamente utilizzato, c’è chi sostiene che gli obiettivi globali di decarbonizzazione resteranno solo sulla carta.

A riconoscere all’idrogeno questo ruolo determinante è la stessa Unione Europea, che in un recente report intitolato “Hydrogen Roadmap Europe. Un percorso sostenibile per la transizione energetica” individua in questo elemento chimico un acceleratore fondamentale per la decarbonizzazione di alcuni settori altamente energivori come i trasporti, l’edilizia e l’industria. Secondo lo studio, il suo corretto impiego potrà addirittura tagliare l’emissione di 560 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2050.

Idrogeno grigio e idrogeno verde

Ampiamente presente nell’acqua, nei composti organici e negli esseri viventi, l’idrogeno è un combustibile pulito, con un grande potere calorifico che lo rende particolarmente efficiente. Nonostante la sua diffusione, è però difficile da trovare in natura allo stato puro. Questo significa che per ottenerlo servono processi in grado di scinderlo dagli altri elementi con cui si trova di norma in combinazione. Processi che in alcuni casi hanno un impatto importante sull’ambiente per il consumo di energia richiesto. Per questo l’idrogeno non è tutto uguale.In funzione del processo utilizzato per ottenerlo, può essere ‘grigio’ o ‘verde’. Il primo si ottiene a partire da gas naturale e carbone attraverso un processo produttivo altamente inquinante. Il secondo, invece, si ottiene attraverso l’elettrolisi e si caratterizza per un impatto minimo sull’ambiente grazie anche all’impiego di fonti rinnovabili. Purtroppo, però, questo secondo processo è molto più costoso ed è anche per questo che in Europa, ad oggi, viene utilizzato solo per produrre il 4% dell’idrogeno disponibile. Una percentuale che, in prospettiva, dovrà cambiare in modo significativo alla luce degli obiettivi fissati dal Green Deal dell’Ue, intenzionata a produrre 1 milione di tonnellate di idrogeno rinnovabile entro il 2024 e 10 milioni di tonnellate entro il 2030, arrivando a coprire fino a un quarto della domanda energetica nel 2050. Si tratta di traguardi ambiziosi che stanno obbligando a grandi investimenti in R&D.

Un’alleanza in nome dell’idrogeno

Su questo fronte molto si sta muovendo, anche in settori specifici come quello del riscaldamento domestico, dove l’impiego dell’idrogeno può contribuire ad abbattere in modo decisivo le emissioni di CO2. In Italia, dove due terzi delle abitazioni utilizza il metano, il riscaldamento residenziale, commerciale e pubblico impatta per quasi il 18% sulle emissioni nocive. Una percentuale altissima che può essere ridotta ricorrendo all’idrogeno. Per questo sono svariati gli studi di fattibilità già avviati: progetti che vedono la fattiva collaborazione del mondo dell’industria, delle autorità pubbliche, della società civile e di numerosi altri stakeholder.

Tra le iniziative più interessanti spicca la “European Clean Hydrogen Alliance”, un’associazione di decisori appartenenti a tutta la catena del valore dell’idrogeno promossa dalla stessa UE. Vaillant Group è uno dei suoi principali membri e partecipa attivamente con il suo know-how e il suo impegno, che si traducono concretamente in studi e R&D circa i futuri standard per la qualità del gas a livello europeo e nazionale, e nella ricerca di soluzioni di riscaldamento a gas ad alta efficienza energetica. Forte, in particolare, l’attenzione dell’azienda agli aspetti tecnici che riguardano la miscelazione dell’idrogeno nella rete di gas naturale esistente e allo sviluppo, a tendere, di soluzioni di riscaldamento a idrogeno al 100%. Accanto a prodotti già apparecchi in grado di utilizzare una miscela di idrogeno al 20%, sono, già allo studio caldaie alimentate a idrogeno al 100% per futuri test sul campo.

Vuoi approfondire l’argomento?
Guarda la video intervista a Luigi Gualandris di Vaillant Group di Ruggero Rollini – uno dei giovani comunicatori della scienza più in gamba del nostro Paese, che ci ha aiutato a raccontare che ruolo potrebbe giocare l’idrogeno nella realizzazione di un futuro più sostenibile.