26 Gennaio 2021

Hygge o il ritrovato piacere di stare tra le mura domestiche

Il segreto del pensiero positivo per aiutarci ad affrontare al meglio questo strano inverno 2020 arriva dal freddo Nord, dove le popolazioni sanno apprezzare il tempo trascorso in casa.

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Come noto, Finlandia, Islanda, Danimarca e Norvegia sono, da diversi anni ormai, al vertice della classifica del World Happiness Report – il che potrebbe apparire piuttosto improbabile ai nostri occhi, soprattutto se consideriamo che proprio le popolazioni nordiche sono costrette a trascorrere tantissimo tempo in casa e con limitati rapporti sociali per via degli inverni rigidi e delle poche ore di luce. In realtà il loro segreto sta proprio nel saper ricreare un’atmosfera positiva e accogliente all’interno della propria casa. Un approccio di vita che si riassume in una parola – Hygge. Ma che cosa significa?

Il termine non è traducibile in italiano, ma si potrebbe spiegare come il godere dei piaceri semplici della vita. La casa Hygge si caratterizza per colori neutri e tenui, cuscini, coperte e tappeti morbidi, luci soffuse e tendenzialmente mobili in legno. Hygge però è anche il sapere assaporare le piccole cose: una cioccolata calda mentre ci si rilassa sulla propria poltrona preferita o l’aroma di una candela profumata mentre si legge un libro sotto a un caldo e soffice piumone.

Ma perché vi raccontiamo questo? Perché nulla vieta anche a noi di declinare il concetto di Hygge nel contesto storico in cui stiamo vivendo, per cogliere l’occasione di rendere le nostre case un luogo di conforto e comfort, in cui dedicare tempo di qualità a noi stessi.

Circondarsi di cose belle, comode… e ovviamente green !

Per una casa in pieno stile Hygge si deve partire dalla luce, che deve essere soffusa e calda. Per questo motivo è consigliabile utilizzare delle candele, meglio se profumate, per coinvolgere anche l’olfatto oltre che la vista. Le luci artificiali, oltre a incidere sulla bolletta e a consumare energia, possono essere causa di malessere. Infatti, secondo i ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, la luce troppo forte che colpisce la retina in fondo all’occhio genera un segnale nervoso che può scatenare ansia, irritabilità e nausea.

Anche la qualità dell’aria gioca un ruolo importante nel rendere l’ambiente casalingo accogliente. Decisamente Hygge a tal proposito è l’utilizzo di piante, come la lingua di suocera e l’edera, che aiutano a eliminare l’inquinamento indoor, ovvero l’insieme degli inquinanti presenti nell’aria del proprio appartamento. Si può anche adottare uno stile urban jungle per rendere più affascinanti gli ambienti della casa e riconnettersi con la natura all’interno delle mura domestiche.

Lingua di suocere
Lingua di suocera

Infine, anche la temperatura della casa è fondamentale per il benessere degli inquilini. D’inverno viene naturale aumentare la temperatura, ma questo non sempre giova al nostro fisico e, soprattutto, possiamo indossare maglioni in lana anche in casa. Tra l’altro, temperature elevate possono causare allergie, disturbi del sonno e problemi respiratori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che in casa dovremmo avere una temperatura non superiore ai 21° C. Questo non solo aiuta il nostro fisico, ma anche l’ambiente, dato che il riscaldamento domestico gioca un ruolo importante nell’emissione di CO2 nell’atmosfera.

Meno connessione virtuale e più connessione emotiva

Questi piccoli accorgimenti possono essere utilizzati soprattutto dagli smart worker, che hanno sempre più bisogno di un ambiente positivo e comodo in cui lavorare. Oltre al contesto lavorativo in casa, per essere davvero Hygge compliant lo smart worker deve  contrastare la tentazione della connessione H24. I lavoratori da remoto infatti, avendo l’ufficio sempre a portata di mano, cedono alla tentazione di continuare a lavorare fino a che il lavoro non è ultimato. Questo può portare ad alti livelli di stress e frustrazione fino ad arrivare a un vero e proprio burn out. Per questo motivo sta prendendo sempre più piede il diritto alla disconnessione, che prevede appunto la disconnessione da tutte le piattaforme di comunicazione e collaborazione, incluso il cellulare e la posta elettronica aziendali e i sistemi di messaggistica, per dare la possibilità al lavoratore di prendersi una pausa e godersi momenti di solitudine e relax. Tutto questo è molto Hygge!

Forse non tutti sanno poi che Hygge è anche meditazione. Secondo una recente survey condotta da una delle principali società di ricerche di mercato globali, il 56% degli intervistati ha iniziato a meditare proprio durante il lockdown e il 91% ha dichiarato di voler continuare a meditare a prescindere dalla crisi sanitaria in corso. Lo dice anche l’OMS,  indicando, tra le linee guida per affrontare l’attuale crisi sanitaria, i seguenti tre pilastri: alimentazione sana, movimento fisico e meditazione. Per trovare sollievo e riconnettersi con il proprio IO, infatti, è sufficiente dedicare pochi minuti al giorno al rituale della meditazione – possibilmente ricavandosi uno specifico angolo della casa creato ad hoc con tappeti e cuscini per stare seduti comodi e dell’incenso a diffondere i giusti profumi. Sappiamo bene come, in questo momento di difficoltà, ci voglia ben altro rispetto a una candela profumata o una sessione di Mindfulness per ritrovare la serenità, ma è partendo dai piccoli gesti quotidiani e ripensando la propria casa come un luogo sicuro, accogliente e green che potremo avviare delle nuove routine che ci consentano di viver.