8 Agosto 2020
bike manager

Guadagnare andando in bicicletta

Quello del Bike manager è un Green Job per eccellenza. Necessaria una buona preparazione in tema di cicloturismo, ma anche di gestione con gli stakeholder territoriali. E poi c'è sempre tempo per aprire una ciclo-officina

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Tutte le passioni possono trasformarsi in lavori retribuiti. Quella della bicicletta anche. Perché, chi ama le due ruote potrebbe diventare bike manager.

Non è una boutade, anzi. Si tratta di un Green Job per eccellenza e nasce all’interno del comparto legato alla mobilità sostenibile, nonché del cicloturismo. In sintesi, è probabilmente la posizione professionale più importante quando si pianificano operazioni in ambito di turismo green.

C’è tanta professionalità dietro: negli ultimi anni, infatti, questa specializzazione non è più lasciata al caso. Fondamentale frequentare corsi o masterclass che permettono di ottenere la qualifica di bike manager.

Gli sbocchi sono molti: si va dalla capacità di gestire una flotta bici, all’implementazione di un’attività di noleggio, passando per la gestione delle uscite e degli allenamenti dei clienti.

In più, il bike manager è una figura che si interfaccia e regola i rapporti con gli enti pubblici in tema di mobilità dolce. Secondo Alberto Carrara, che cura una sessione all’interno del Masterclass Bike manager organizzato da Bikeitalia, il primo passo da fare per diventare bike manager è una salda preparazione di prodotto.

Non esiste cicloturista senza bicicletta – giustamente afferma –: orientarsi tra l’offerta di biciclette ed e-bike presenti sul mercato è la prima sfida, mantenerle sempre in perfetto stato di efficienza è la seconda“.

Quindi, il bike manager deve essere anche un bravo meccanico. Per Omar Gatti che dirige la scuola di formazione Bikeitalia e si occupa di meccanica, biomeccanica e mobilità ciclistica: “ll cicloturismo è l’eterna ricerca del punto di equilibrio tra piacere e fatica. Compito del bike manager è garantire il raggiungimento di questo punto di equilibrio sapendo distinguere quando una bici è troppo grande o troppo piccola, quando un pasto dà energia o appesantisce chi pedala, quando un itinerario è troppo impegnativo o noioso per il nostro ospite“. Insomma, se non siete empatici, non fate questo mestiere.

Fondamentale, però, è anche la capacità di sviluppare il proprio business. Purtroppo, è molto improbabile – spiegano gli organizzatori del masterclass – aprire un giornale e trovare un’offerta di lavoro che cerchi questo tipo di figura per il proprio organico, soprattutto perché il cicloturismo nel nostro Paese è ancora, per certi versi, in uno stato embrionale e manca spesso una consapevolezza da parte degli operatori di questo tipo di esigenza e, per questo, ricorrono spesso all’improvvisazione con risultati alterni.

Insomma, si tratta di una vera e propria attività imprenditoriale. Chi volesse intraprendere una carriera da bike manager dovrebbe pertanto proporsi come tale ai principali hotel e tour operator del proprio territorio o, in alternativa, mettersi in proprio dopo aver comprato una flotta di bici.

È già successo e pare che i risultati siano interessanti. Lo ricorda Pierangelo Soldavini giornalista de Il Sole24Ore e autore con Gianluca Santilli del libro Bike economy. Viaggio nel mondo che pedala (Egea 2019):A Bormio un ragazzo, stufo del lavoro di contabile d’azienda, si è inventato una startup per il noleggio e le escursioni in ebike: al secondo anno la sua eStelvio ha raddoppiato il numero di biciclette a pedalata assistita“.

Ora, emergenza sanitaria permettendo, il manager di eStelvio sta espandendo l’attività mediante accordi con alberghi della zona per fornire il servizio chiavi in mano, manutenzione compresa, e con l’apertura alle aziende per attività di formazione e di team building nelle stagioni morte.

Pensate – continua Soldaviniche non è neanche un appassionato di bicicletta, ma ci ha scommesso solo sulla base delle opportunità e delle potenzialità del mezzo come fonte di business: chi è guidato dalla passione – sostiene – spesso poi fa errori banali“.

Ovviamente, tra le opportunità che poi si ritrova tra le mani un bike manager c’è quella di aprire un negozio o una ciclo officina. Ma in questo caso i corsi da seguire sono altri: gestire un negozio, infatti, ha delle sue regole ben precise.

E siccome è un’attività che sta prendendo piede in molte città, conviene per prima cosa fare una bella analisi geomarketing per rilevare in quale zona scoperta conviene aprire bottega. Altrimenti si rischia la concorrenza di chi ha già avviato da tempo questa impresa.