9 Dicembre 2019

Gas naturale: una storia millenaria

Quella del gas naturale è una storia affascinante, fatta di intuizioni e scoperte, di nuovi stili di vita e di sprechi disastrosi. Pochi la conoscono

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Elemento magico in età antica

Le prime notizie riguardanti il gas avevano a che fare con eventi magici e poteri allucinogeni. Il bibliografo Plutarco, per esempio, racconta che già nel VII secolo avanti Cristo, a Delfi, una fessura nel terreno all’interno dell’area dedicata al tempio di Apollo faceva fuoriuscire dei fumi misteriosi. Erano questi che, con tutta probabilità, scatenavano i deliri della sacerdotessa della divinità greca, interpretati come responsi alle richieste più disparate dei pellegrini che spaziavano dal periodo migliore per la semina alla necessità o meno di intraprendere una campagna di guerra.

L’aura divina del gas naturale era conosciuta anche dagli indù, che consideravano i fuochi dell’autocombustione di gas fuoriuscenti da fratture del terreno come incarnazioni della divinità Jwala Ji. A questo proposito, uno dei più famosi templi a lei dedicati, risalente al 400 a.C. e situato proprio su una di queste fratture, contiene una fiamma che continua a bruciare ancora oggi.

Più organizzati e pragmatici i cinesi che, già nel IV secolo a.C., perforavano il suolo alla ricerca di gas naturale che usavano poi per far bollire l’acqua marina e ricavarne il sale. In un manoscritto dello storico cinese Chang Qu, datato 347 a.C., viene inoltre descritto uno strano gas che poteva essere usato per illuminare. I cinesi furono anche i pionieri nel trasporto di gas naturale dai giacimenti fino ai villaggi grazie a tubazioni costruite utilizzando canne di bambù. Intorno al 100 d.C. pare che anche un re persiano avesse chiesto di far costruire la propria dimora vicino a un sito dove si manifestavano fuoriuscite di gas naturale dal terreno in modo da poterle sfruttare nelle cucine reali. Nonostante queste prime significative innovazioni in Asia e Medio Oriente si dovrà attendere fino al XIX secolo perché il gas naturale venga sfruttato su scala commerciale.

Fonte di energia in età contemporanea

Questo primato si deve agli inglesi che iniziarono a utilizzare il gas per illuminare le case e le strade a partire dalla fine del 1700. Negli Stati Uniti questa innovazione fu introdotta qualche decennio più tardi: Baltimora fu la prima città a dotarsi di lampade a gas per l’illuminazione cittadina nel 1816 .  

Lo sfruttamento intensivo del gas naturale per usi domestici va però attribuito a William A. Hurt che nel 1821 fece scavare un primo pozzo a Fredonia, nello stato di New York; il gas che ne fuoriusciva veniva convogliato attraverso tronchi cavi fino alle case vicine, ancora con il solo obiettivo di illuminazione. Grazie al successo dei pozzi voluti da Hurt, un gruppo di imprenditori fondò la Fredonia Gas Light Company nel 1858, la prima azienda commerciale di gas negli Stati Uniti. Tra il 1840 e il 1850 l’illuminazione a gas divenne comune in molte città americane ed europee a tal punto da modificare gli stili di vita dei cittadini, garantendo maggiore sicurezza e possibilità di svago anche nelle ore notturne. Alla fine del 1800, quando molte città iniziarono ad usare l’elettricità per illuminare le vie pubbliche, i produttori di gas presero in considerazione la possibilità di nuovi usi grazie anche all’invenzione del becco di Bunsen nel 1885. Quest’ultimo permetteva la combustione controllata del gas naturale, mischiandolo con aria nelle giuste proporzioni, e ne determinava l’utilizzo come fonte di calore in diverse applicazioni, dalla cottura dei cibi al riscaldamento di case e uffici. Negli stessi anni si cominciarono a costruire i primi gasdotti, che consentivano di superare l’ostacolo legato al trasporto del gas dal pozzo al consumatore e decretandone un uso intensivo, prima negli Stati Uniti e successivamente anche in Europa.

La diffusione su larga scala del gas naturale è quindi da considerarsi un evento recente, ciononostante gli esperti ritengono che entro pochi decenni questa preziosa risorsa sarà destinata ad esaurirsi. Nella World Oil & gas Review 2014 pubblicata dall’ENI, in particolare, si prevede che mantenendo l’attuale ritmo di sfruttamento le riserve finiranno entro 60 anni.