7 Giugno 2020
boeri edilizia verde

Facciamo crescere boschi verticali in tutte le città

Lo sogna l'architetto urbanista Stefano Boeri. Che intanto sta lavorando anche

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Ricostruire l’Italia in stile green. È un pensiero di molti, ma l’architetto e urbanista Stefano Boeri, intervenuto all’evento Scegliamo l’aria pulita organizzato da Vaillant presso Fondazione Feltrinelli, va al sodo sul perché sarebbe un’ottima direzione sotto molti punti di vista.

“Ci sono circa 4 milioni di case da demolire e ricostruire in Italia – precisa – serve rifarle come edifici non energivori, più belli, che occupino meno suolo, rispondano a esigenze nuove di stili di vita”. “Inoltre – aggiunge – sarebbe ottimo per le imprese di edilizia di tutto il Paese”.

Un volano per l’economia anche a fronte di nuove professioni capaci di portare nel settore dell’edilizia nuovi saperi. Un esempio forse banale ma che sa spiegare bene: “Con il Bosco verticale di Milano – racconta Boeri – abbiamo inventato il giardiniere volante” che deve sapere intervenire sulle piante che crescono a 120 metri d’altezza.

Il verde si sa è un pallino di Boeri che vorrebbe vedere città e territori verdi ovunque tanto che sta lavorando al downsizing del Bosco verticale fino a farlo diventare un progetto di social housing.

Non lo dice a caso: “la sfida è far sì che le città e i territori riescano a ridurre e invertire il problema collegato ai cambiamenti climatici. Una via è aumentare le superfici verdi: gli alberi che catturano CO2 e inquinanti sono una delle più vecchie tecnologie che la natura abbia inventato“. La loro efficacia non ha eguali.

Così, Boeri sta portando questa sua filosofia anche ai piedi del disgraziato Ponte Morandi di Genova. Innestandosi sul progetto di Renzo Piano, il “Cerchio rosso” pensato dallo Studio Boeri Architetti intende costruire un sistema di parchi collegati tra di loro fino ad arrivare a un parco botanico.

L’obiettivo è capovolgere l’immagine attuale della valle. Si punta a creare un luogo da vivere, rigenerato e ripensato perché diventi prima di tutto un dispositivo di relazione e distribuzione di energia rinnovabile: un sistema ciclo-pedonale della lunghezza di 1.570 metri, dell’ampiezza di 6 e del diametro di 250 si apre al quartiere in corrispondenza della nuova Stazione. Una Torre del Vento dell’altezza di 120 metri è disegnata a chiusura del percorso e accoglie un complesso di turbine eoliche, favorendo la produzione di energia pulita e rinnovabile.

Tutte le aree verdi e le piazze sono pensate in modo da assorbire l’acqua piovana e di scolo; quella in eccedenza verrà stoccata e destinata ad altri usi – come l’irrigazione – sia per uno scopo pratico e sostenibile, sia per una valenza simbolica legata a un nuovo paesaggio, come immagine della resilienza di un’intera città.

Forse, mancano solo quelle serre verticali che Boeri sta inserendo nelle linee guida di altre città che sta disegnando e che rappresentano un tocco di urban farming di notevole impatto. Ma Genova di serre accanto, in fondo, ne ha da vendere.