21 Ottobre 2020
efficienza energetica

Ecolabel e detrazioni: così la casa “costa meno” e fa bene all’ambiente

Sfruttare gli incentivi fiscali offerti dal superbonus e dal bonus elettrodomestici per rendere la propria casa più efficiente energeticamente e dare un contributo alla riduzione dell'impatto ambientale

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Una casa è più sostenibile se si riesce ad abbassare il suo consumo energetico e, quindi, ad avere un minor impatto sull’ambiente. Ma quali sono le maggiori voci di consumo energetico nelle nostre case?

Certamente la prima voce della lista, soprattutto nel caso di appartamenti in condomini di una certa età, è imputabile al riscaldamento e agli infissi: le caldaie per il riscaldamento centralizzato, spesso a gasolio, oltre a far alzare i costi di rifornimento, sono pessime amiche dell’ambiente e contribuiscono in maniera notevole all’inquinamento nelle nostre città.

Allo stesso modo, se gli infissi sono datati, non garantiscono un corretto isolamento termico, contribuendo allo spreco energetico delle nostre case, facendo alzare i consumi per il riscaldamento e disperdendo calore.

Fortunatamente, in questi due casi si può intervenire approfittando del Superbonus inserito recentemente all’interno del Decreto Rilancia Italia, che ha alzato il contributo per gli interventi di riqualificazione energetica delle nostre abitazioni.

Nel dettaglio, la detrazione per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi di efficienza energetica viene portata al 110%. Le detrazioni possono essere fruite in 5 rate annuali di pari importo ma si può anche decidere di trasformarle in credito d’imposta o in sconto immediato in fattura per l’importo corrispondente alla detrazione.

Un’occasione vantaggiosa economicamente per riqualificare le proprie abitazioni, contribuendo alla tutela dell’ambiente e a un minor consumo energetico, a tutto vantaggio anche del nostro conto economico.

Naturalmente si tratta di una misura che ha precisi e stringenti requisiti: a partire dal tipo di lavori effettuabili, dagli immobili interessati dall’agevolazione e agli obiettivi da raggiungere (è necessario migliorare di almeno 2 classi energetiche l’immobile su cui si effettuano i lavori). Non da ultimo i costi sostenuti devono essere pagati attraverso bonifico bancario o, comunque, pagamento tracciabile.

Elettrodomestici energivori, occhio allo standby

La seconda voce nella lista degli interventi da apportare ai nostri appartamenti per ridurre i consumi è quella che riguarda gli elettrodomestici. Gli interventi in questo caso qualora gli elettrodomestici fossero tutti recenti, riguardano il buon senso e alcune regole pratiche: non lasciare accesi i prodotti se non li si usa ed evitare di fare ricorso allo stand-by.

Secondo uno studio condotto dal progetto europeo Eureco, che ha selezionato famiglie composte da almeno tre membri e con consumi minimi pari a 2.500 kWh/anno, l’impatto del consumo stand-by sul costo della bolletta è del 10%.

Ecco perché è fondamentale porvi rimedio anche se non è facile, visto che sono ancora poche le industrie produttrici che seguono le direttive Europee sulla riduzione degli sprechi energetici – un terzo degli apparecchi venduti attualmente non dispone dell’eliminazione automatica dello stand-by prevista dalla legge.

Se, invece i nostri elettrodomestici fossero datati, è bene approfittare del bonus mobili ed elettrodomestici che consente, a chi ha acquistato un prodotto di classe energetica non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga) nel 2020 –  ci si immagina che verrà riproposto anche il prossimo anno – di fruire di una detrazione Irpef, calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

L’etichetta energetica, novità dal 2021

Per facilitare la vita al consumatore, giustamente attento all’efficienza energetica dell’elettrodomestico che acquista, ma frastornato dalle informazioni – non sempre chiare sui suoi consumi – è nato il progetto della ecolabel, conosciuta anche come etichetta energetica, che nel 2017 è stato oggetto di revisione da parte della Commissione Europea, per fornire un sistema ancora più efficiente per informare i consumatori.

Il nuovo sistema riduce a 7 il numero di classi energetiche per gli elettrodomestici, passando dall’attuale scala che va da A+++ a G a una scala energetica più semplice e intuitiva da A a G.

Le nuove etichette energetiche, oltre a indicare i valori di classe energetica, mostreranno uno speciale QR Code che, attraverso lo smartphone potrà fornire informazioni ufficiali all’acquirente, direttamente dalla banca dati EPREL UE.

Le nuove etichette energetiche cominceranno ad apparire sugli elettrodomestici venduti in Europa a partire dal 1 marzo 2021 e contribuiranno, secondo le stime della Commissione Europea, a far risparmiare, entro il 2030, più di 38 TWh annui: una quantità di energia pari al consumo di elettricità dell’Ungheria.