21 Settembre 2021
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diritti e doveri di chi va in bici

Diritti e doveri di chi va in bici

Che bello vedere le città

Tempo di lettura: 2 minuti

Gli italiani vanno sempre più in bici. Lo dimostra gli ultimi dati del 2021 presentati da Ancma, associazione nazionale ciclo motociclo accessori, che annunciano un trend positivo di vendite di biciclette con più di 2 milioni di mezzi. 

Scegliere le biciclette è sicuramente un’azione virtuosa per il benessere fisico e per quello ambientale. Ma questa scelta porta con sé dei diritti e dei doveri. A volte poco evidenti ai ciclisti, tanto che alcuni pensano che sarebbe corretto rilasciare un patentino, dopo aver seguito un corso ad hoc.

Per il codice della strada, la bicicletta, infatti, è un veicolo vero e proprio quindi basta marciapiedi, sensi vietati, contromano e parcheggi insensati che ostruiscono il passaggio dei pedoni o di altri veicoli.

Tra i doveri, bisogna ricordare l’uso di illuminazione anteriore e posteriore nelle ore buie, per la sicurezza del ciclista in primis, ma anche per gli altri soggetti in strada. Essere sprovvisti di queste dotazioni e commettere altre infrazioni prevede delle sanzioni.

E sui marciapiede – che non sono area di transito per le bici – è anche vietato parcheggiare.

Vero è che se si vuole che i doveri sopracitati siano rispettati, le amministrazioni locali sono tenute a garantire spazi sicuri per permettere di parcheggiare questi mezzi.

Pensiamo alle rastrelliere per biciclette sparse per le città olandesi, qui ancora pura fantasia. Per lo più le si lega ai pali della luce, sempre che la catena della bici sia adatta.

E nei condomini? A Milano (ma ogni comune fa a sé) l’articolo 51, comma 4 del regolamento edilizio del comune, stabilisce che “in tutti i cortili esistenti, o di nuova edificazione, deve essere consentito il deposito delle biciclette di chi abita o lavora nei numeri civici collegati al cortile“.

Se questo non avviene bisogna parlarne in assemblea e mettere mano a eventuali regole condominiali che negano questo diritto.

L’Unione europea è un’importante garante della mobilità sostenibile e secondo quanto riportato dall’Ecf, European cyclist federation, nel 2020 sono stati annunciati in tutta Europa oltre 2.300 km di nuove piste ciclabili con investimenti per oltre 1 miliardo di euro.

Grazie a questi fondi ci si augura che sempre più persone utilizzino le biciclette e per farlo non sempre serve possederle.

Il sistema di bike-sharing è in costante crescita tanto da aver raggiunto, secondo stime della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, le 35mila unità nelle principali città italiane.

Non solo bike-sharing, ora esiste anche il noleggio a lungo termine delle biciclette. A Milano è sbarcata Swapfiets, azienda, non a caso, olandese che oltre al noleggio garantisce un servizio di riparazione, sostituzione bici e altri interventi 7 su 7 anche a domicilio.