9 Dicembre 2019
casa sostenibile

Dimmi dove vivi e ti dirò chi sei

Ecco alcuni consigli che Luca Mazzucchelli, lo psicologo dell'abitare, dà partendo dall'idea che la casa è, semplicemente, il nostro corpo più grande

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Le idee creative pare vengano più facilmente quando si abita, o si lavora, in appartamenti dai soffitti alti. Ora, prima di guardare in su e magari aggiungere “ma dai, non ci credo”, proviamo a capire chi lo afferma e perché.

Scopriremo che questo spunto ci viene da uno psicologo, Luca Mazzucchelli, che si sta imponendo sulla scena per una serie di idee interessanti.

Molte le si trovano nei suoi testi, come Fattore 1%: Piccole abitudini per grandi risultati (edito da Giunti Psychometrics per la collana Saggi Giunti. Psicologia), altre le propone nei suoi eventi di coaching.

Così come Massimo Recalcati sta alla psicologia dell’amore, Luca Mazzucchelli sta alla psicologia dell’abitare. Lui di sé stesso dice: “sono psicologo, psicoterapeuta e direttore della rivista Psicologia Contemporanea“.

Come Recalcati, Mazzucchelli sta cavalcando adeguatamente lo spirito mediatico moderno e così diventa coach, comunicatore e divulgatore di successo, anche grazie a Youtube dove lo si trova all’indirizzo Psicologia con Luca Mazzucchelli.

Nel 2018, l’Associazione Italiana Coach gli conferisce il titolo di Membro Onorario e così Mazzucchelli si porta a casa la targa di miglior Psychological Coach italiano. Lo incontriamo al KlimahouseCamp di Milano, evento propedeutico all’ormai famosa manifestazione che si terrà dal 22 al 25 gennaio 2020 a Bolzano.

Qui, Mazzucchelli è invitato a parlare perché si affaccia l’idea che l’edilizia debba andare al di là delle quattro mura, per mettere al centro degli spazi abitativi gli esseri in carne e ossa.

Non si compra il mattone, ma la nostra tana. Non si può abitare ovunque e comunque e per una buona vita conviene scegliere al meglio gli spazi e gli arredamenti. Mazzucchelli, che dice di aver appena cambiato casa, elenca alcuni aspetti postivi: “Ora posso andare al lavoro a piedi e addirittura passeggiare 2 minuti nel verde“.

L’idea non è affatto banale, si sta parlando di come si diffonde la mobilità sostenibile anche attraverso la scelta di un’abitazione. E anche avere una casa dove poter lavorare, ovvero fare smart working, migliora non solo lo spirito positivo del sé, ma anche dell’ambiente perché si evita di usare l’automobile. E di inquinare.

Una casa che rispetta la mia personalità, mi dà energie” aggiunge Mazzucchelli così come un ambiente ben illuminato aumenta la capacità cognitiva, mentre nel caso di un’illuminazione più soffusa la creatività ci guadagna“.

Legno, pietra, acqua, piante, anche solo rappresentate in quadri o immagine, riducono irritabilità e ansia: “tutto quanto è naturale fa assai bene” afferma Mazzucchelli “perché richiamano l’attitudine dell’uomo alla biofilia“, ovvero la nostra naturale predisposizione a tutto ciò che è naturale.

Avere in casa un animale, delle piante e magari poter fare anche un orto fanno bene perché dimostrano la naturale capacita di rinascere e rinnovarsi.

Una poltrona accogliente, uno studiolo, un separé” continua Mazzucchellisono tutti aspetti da prendere in seria considerazione perché le nicchie e gli angoli protetti ci ripropongono l’effetto rifugio“.

Proprio come i bambini giocano a creare tane e casette, anche gli adulti hanno bisogno di un caldo rifugio dove anche “costruire” consiglia lo psicologo “l’angolo dei ricordi. Frammenti di storia personale“. Tutto quanto deve, in un certo senso parlare di noi. “La casa” conclude Mazzucchelli “è il nostro corpo più grande“. Amiamola.