5 Luglio 2020
benessere e comfort condizionatori d'aria

Condizionatori, gli italiani cambiano idea

In Italia aumenta l'utilizzo dei condizionatori d'aria che diventano sempre più evoluti permettendo, non soltanto di regolare temperatura e umidità dell'aria, ma anche di purificare e di sanificare gli ambienti interni. In un'ottica di efficienza e di risparmio energetico

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Sarà il climatizzatore la soluzione al comfort casalingo nel prossimo futuro? I dati di mercato fanno supporre che la tendenza delle famiglie italiane sia proprio quella di affidarsi a un condizionatore d’aria per risolvere il problema delle temperature estive, diventate sempre più torride.

Ma nei criteri di scelta spuntano anche elementi legati alla salute oltre che al benessere. Infatti, l’inquinamento indoor è un elemento poco considerato ma che invece, soprattutto nelle città, andrebbe preso seriamente in considerazione; per questo i condizionatori d’aria evoluti dispongono di funzioni di sanificazione e di pulizia dell’aria interna.

Un’indagine commissionata da Assoclima, alla quale hanno partecipato 46 aziende del settore, mostra un valore del mercato italiano nel 2018 di poco superiore al miliardo e mezzo di euro, in crescita del 10,8% rispetto all’anno precedente soprattutto grazie a chiller condensati ad aria, climatizzatori split e multisplit, sistemi Vrf (Variable refrigerant flow) e unità terminali.

Cifre che vengono confermate dalla ricerca guidata da Enrica De Cian, professoressa dell’Università Ca’ Foscari Venezia e ricercatrice del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), che ha analizzato le dinamiche di adozione degli impianti per l’aria condizionata e degli isolamenti termici per raffreddare gli ambienti in 8 Paesi, di cui 5 europei.  Dati di oggi e tendenze al 2040.

A oggi, puntualizza la De Ciangli europei hanno una bassa propensione a installare e usare l’aria condizionata nelle loro abitazioni (20% in Europa), rispetto a paesi come Giappone (90%) e Australia (72%)“.

Ma le cose starebbero per cambiare. In pratica in Italia, ma anche in altri insospettabili Paesi europei come la Svezia, le famiglie, per garantirsi un benessere e un comfort climatico, sarebbero sempre più propense ad acquistare un condizionatore d’aria.

A fronte di un aumento medio del 4.3% del numero di persone che possederanno un condizionatore entro il 2040, nei 5 paesi europei analizzati, lo studio evidenzia come questo aumento sia in maggior parte dovuto all’urbanizzazione (3/4) rispetto al clima (1/4).

I fattori che entrano in gioco in queste decisioni, oltre a quelli appena citati, sono anche la tipologia, la proprietà e lo stato dell’abitazione. Determinante è, inoltre, la consapevolezza e l’abitudine a mettere in pratica comportamenti di risparmio energetico da parte delle famiglie.

Questo perché, conclude la ricerca, mancano ancora politiche di incentivazione all’isolamento termico delle abitazioni e misure più pressanti per aumentare la consapevolezza delle famiglie verso l’efficienza energetica.

Gli edifici sono infatti responsabili del 25% del consumo di energia e del 20% delle emissioni di CO2 in Europa. Ecco perché è importante che le nuove abitazioni rispettino le limitazioni energetiche imposte dai decreti ministeriali Requisiti Minimi, a cui ora si aggiungono le nuove stringenti scadenze per gli edifici a energia quasi zero.

Se i valori limite previsti dal decreto ministeriale sono infatti già in vigore dal 1° gennaio 2019 per gli edifici pubblici, per gli edifici privati saranno validi a partire dal 1° gennaio 2021.

Analogamente sarà necessario sviluppare nuove soluzioni impiantistiche e diversi livelli di coibentazione degli edifici, che siano anche in grado di rispettare i valori imposti dalla normativa riguardo la copertura dei fabbisogni energetici primari utilizzando energia da fonte rinnovabile.

Per questo motivo chi si occupa della progettazione degli impianti dovrà avere una chiara visuale di quale generatore termico sia più conveniente utilizzare in funzione dell’energia primaria risparmiata, della quota rinnovabile desiderata, del risparmio in termini di costi energetici e di emissioni di CO2 .

Anche le famiglie e i privati dovranno però cambiare abitudini e adottare comportamenti di efficienza energetica: per esempio evitando di far funzionare i condizionatori d’aria a temperature troppo basse, ma anche di mantenerli accesi quando porte e finestre sono aperte o, infine, lasciandoli in stand-by quando non si è in casa o quando la temperatura non ne richiede il funzionamento.

Questi semplici comportamenti, facili da seguire, possono però ridurre notevolmente i consumi energetici. Ma, visti i tempi che corrono, è fondamentale che chi si dota di un climatizzatore sia attento anche alla pulizia dei filtri dei condizionatori, per garantire un ricambio e un’aria sempre salubre nei luoghi chiusi.

Esiste infatti il rischio che la mancanza di attenzione alla pulizia dei condizionatori determini crisi allergiche nei soggetti predisposti, oppure anche vere e proprie infezioni. Climatizzatori e condizionatori sono attrezzati con filtri antipolline antiparticolato sempre più sofisticati, che debbono essere mantenuti puliti.

In presenza di cattiva manutenzione, la pressione con cui l’aria viene convogliata negli ambienti potrebbe spingere particelle microscopiche indesiderate, esponendo le vie respiratorie a stress imprevedibili.

Intanto, Aicarr (associazione italiana condizionamento dell’aria riscaldamento refrigerazione) ha redatto un prontuario per le persone non esperte di impianti di climatizzazione con lo scopo di illustrare passo passo come vanno gestiti i condizionatori, laddove gli impianti di climatizzazione effettuano un ricambio dell’aria forzato, come avviene nelle strutture ricettive e industriali.