4 Dicembre 2021
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Condividere è… moltiplicare i vantaggi dell’abitare

I beni e i servizi offerti in condivisione sono ormai innumerevoli. Tra le ultime proposte, tre nuovi servizi di sharing per giardini, piscine e abitazioni, per utilizzare beni poco sfruttati e girare il mondo a costi ragionevoli

Tempo di lettura: 2 minuti

Avete un giardino e lo usate poco? Adesso, grazie ad affittogiardino.it, potete affittarlo ad altre persone che sono alla ricerca di uno spazio in cui organizzare una festa.

Il sistema è semplice: l’host, cioè chi mette a disposizione la location, deve pubblicare un annuncio indicando la richiesta economica e le disponibilità, e una volta ricevute le richieste deciderà chi incontrare.

Dal lato dell’ospite, la procedura è ancora più semplice: dopo aver individuato la struttura più adatta alle proprie esigenze, basta inviare una richiesta e accordarsi con il proprietario.

Se poi nella data prevista dovesse piovere, sarà premura dell’host mettere a disposizione uno spazio al coperto. In alternativa, è possibile anche cambiare data o location.

Se invece di un giardino state cercando uno spazio inusuale per festeggiare un compleanno o un addio al celibato o al nubilato, o uno spazio per fare del team building, una soluzione potrebbe essere quella di noleggiare una piscina.

È quello che è oggi possibile fare con Swimmy, piattaforma specializzata nel noleggio di piscine, che conta 120.000 utenti e oltre 16.000 noleggi registrati nel 2020.

Per iscriversi al servizio basta caricare un documento di identità, una prova di indirizzo e delle foto della piscina. Il prezzo a persona viene stabilito dal proprietario, che può decidere se mettere a disposizione la vasca per un’ora, per mezza giornata o per una giornata intera.

Per i bambini di età inferiore a tre anni l’accesso agli spazi è gratuito e, in caso di maltempo, proprietario e ospite possono accordarsi su un’altra data. Se non è possibile cambiare la prenotazione, si può annullare la richiesta.

E nel caso un giardino o una piscina non bastino, con homeexchange.it è possibile scambiare anche la propria casa. La piattaforma, fondata nel 1992 e presente in quasi 160 paesi nel mondo, mette in rete più di 450.000 abitazioni e offre ai propri membri due formule diverse.

C’è lo scambio classico, quando due famiglie si scambiano le case a vicenda, oppure lo scambio con guest point. Questi punti servono quando una famiglia A individua una casa, ma la famiglia B non vuole o non può essere a sua volta ospitata nella casa della famiglia A.

In questo caso, A può offrire a B dei punti, che potrà a sua volta utilizzarli per soggiornare nella casa di un altro membro in una destinazione a sua scelta.

A ogni casa viene assegnato un certo punteggio in base al numero di persone che può ospitare e ai servizi offerti (e all’atto dell’iscrizione alla piattaforma ogni membro riceve dei punti).

Quando si effettuano scambi basati sui guest point la quantità di punti da trasferire sarà pari al numero di guest point attribuiti alla sua casa moltiplicato per il numero di notti del soggiorno.

La piattaforma prevede poi un abbonamento da 130 euro all’anno da sottoscrivere al momento della finalizzazione del primo scambio e nella quota sono compresi un numero illimitato di scambi e un servizio clienti dedicato.