22 Ottobre 2021
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Bere acqua del rubinetto: una buona abitudine da adottare

L’articolo espone i motivi per cui bere acqua del rubinetto è una buona abitudine da adottare, non dannosa per la nostra salute e a favore della salvaguardia dell’ambiente

Tempo di lettura: 4 minuti

Bere acqua del rubinetto è un’abitudine spesso vista con sospetto, considerata come poco sicura e addirittura poco salutare, ma è davvero così?

Principio stesso della vita, l’acqua è una necessità quotidiana, che ci permette di rimanere attivi, concentrati… e vivi! Su questo non ci piove, ma, quel che ancora non mette d’accordo tutti è se il fatto di bere l’acqua del rubinetto sia o meno la scelta giusta.

La nostra risposta è: sì, lo è! E vi spieghiamo perché.

Uno studio condotto dall’Istituto dei Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) sul consumo di acqua in bottiglia rivela che l’Italia ne possiede il primato europeo. Su scala mondiale ci posizioniamo terzi solo dietro a Messico e Thailandia.

Questo (triste, ci permettiamo di aggiungere noi) primato è alimentato da una generale confusione circa l’affidabilità dell’acqua dei nostri rubinetti e i possibili effetti collaterali sulla salute. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’ISTAT, il 29% degli italiani dichiara infatti di non fidarsi a bere acqua dal rubinetto. Tra le preoccupazioni più ricorrenti, come rivela una ricerca condotta dell’Università Milano-Bicocca, la presenza di calcare o altre sostanze dannose per la salute.

La sicurezza prima di tutto

Purtroppo ci troviamo di fronte a della mala-informazione. Sì, perché bere acqua dal rubinetto ha in effetti numerosi aspetti positivi, primo tra tutti proprio quello di salvaguardare la nostra salute. Secondo il Gruppo Cap, che si occupa della gestione del servizio idrico integrato nella Città Metropolitana di Milano e in diversi comuni delle province limitrofe, esistono evidenze scientifiche che dimostrerebbero che sostanze come il calcare (composto da sali di calcio) o il magnesio, contenute nelle acque domestiche, non siano affatto da intendere come un pericolo per la nostra salute. Al contrario, acque ricche di queste sostanze, definite in gergo tecnico “dure”, possono svolgere una funzione protettiva nella prevenzione dello sviluppo di diverse problematiche, come osteoporosi e malattie cardiovascolari, oltre a non favorire l’insorgere di calcoli renali.

Quello che poi forse in pochi sanno è che bere acqua dal rubinetto comporta un risparmio dell’acqua stessa, riducendo la cosiddetta impronta idrica, o waterfootprint per utilizzare il termine inglese. Infatti, secondo una ricerca condotta dal Water Footprint Network, per ogni litro di acqua imbottigliato ne vengono sprecati 4.3!

Tornando alla questione “sicurezza”, l’acqua potabile che raggiunge le nostre case è sempre sottoposta a rigidi controlli di analisi e qualità a tutela della salute del consumatore, garantiti tra l’altro da un apposito decreto legge 31/2001. In aggiunta a ciò, talvolta l’acqua domestica è sottoposta a ulteriori scrupolosi protocolli. Sempre il Gruppo CAP, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e ATS, è stato il primo Gruppo italiano ad adottare il Water Safety Plan (WSP), un modello all’avanguardia e innovativo proposto dall’Unione Europea e che diventerà presto obbligatorio in tutti gli Stati Membri. L’obiettivo del WSP è di rendere l’acqua del rubinetto ancora più sicura, tramite un rivoluzionario sistema di controllo dalla fonte all’utenza finale. Un nuovo approccio che consente alle autorità sanitarie competenti di decidere, sulla base di una concreta valutazione dei rischi, quali parametri monitorare con più frequenza per tutelare nel modo più efficiente possibile la salute pubblica. La speranza è che la diffusione e l’applicazione di questo protocollo a livello nazionale possano migliorare la percezione dei cittadini e la loro volontà verso un cambio di rotta.

Risparmio ecologico… e non solo

A incrementare gli aspetti positivi del consumo di acqua domestica vi è indubbiamente il minor impatto ambientale di questa scelta.

Per dare un’idea reale del consumo di plastica causato dall’utilizzo di acqua in bottiglia, secondo un rapporto del Gruppo CAP, solo in Italia ogni anno si consumano 8 miliardi di bottiglie da 1,5 litri di acqua minerale, che si traducono in 280 mila tonnellate di rifiuti in plastica annui e in una produzione notevole di CO2, stimata di 2,2 kg per ogni kg di plastica.

Un dossier di Legambiente, inoltre, evidenzia come oltre il 90% delle plastiche prodotte derivino da materie prime fossili (che rappresentano il 6% del consumo globale di petrolio), mentre l’80% dell’acqua imbottigliata in Italia viene trasportata su strada, spesso in regioni diverse da quella di imbottigliamento. Se pensiamo che un autotreno può immettere nell’ambiente anche 1.300 kg di CO2 ogni 1000 km i risultati sono facilmente immaginabili.

Permane infine il problema della cattiva gestione dei rifiuti, che causa l’inquinamento degli ecosistemi marini. Secondo l’indagine Beach Litter 2020 condotta da Legambiente, bottiglie e tappi di plastica rappresentano il 10% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge italiane.

Ultimo ma non ultimo, l’aspetto economico. Milanoblu, società che gestisce l’intero ciclo idrico della città di Milano, stima che 1000 litri di acqua domestica costino solamente 80 centesimi, contro una media di 15 centesimi per ogni singolo litro di acqua in bottiglia. Il che si traduce in una spesa mensile di circa 14 euro per famiglia secondo i dati ISTAT pubblicati a marzo 2020.

Oltre al risparmio economico, diciamocelo, si andrebbe poi incontro anche a un notevole risparmio di fatica per il trasporto di pesanti casse d’acqua dal supermercato, alle nostre auto e poi ancora su e giù per le scale delle nostre abitazioni… ; Insomma, un cambio di rotta verso il consumo di acqua dal rubinetto potrebbe risultare a primo impatto poco sicuro e talvolta difficile trattandosi di un’abitudine radicata nella nostra routine, ma con la giusta consapevolezza è importante tenere a mente quanto una scelta semplice come bere un bicchiere d’acqua” nel vero senso della parola possa in realtà avere un incredibile impatto sull’ambiente e sulle risorse del pianeta che abbiamo la fortuna di abitare, senza alcun rischio per la nostra salute e il nostro benessere quotidiano.