16 Agosto 2022
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etichette energetiche

Agli italiani le etichette piacciono. Anche quelle energetiche

Cambia la nomeclatura ma rimane chiaro che le etichette aiutano a ridurre i consumi energetici e i costi. E agli italiani questi due temi piacciono molto

Tempo di lettura: 2 minuti

La fonte di informazione più importante per gli italiani nel momento di effettuare un acquisto in campo elettrodomestico è la lettura dell’etichetta energetica del prodotto (60%).

Lo decreta un recente sondaggio condotto del Gruppo Bsh a tema Elettrodomestici e Sostenibilità – condotto su un campione di 1.000 intervistati ed esteso a 11 Paesi Europei – che mette in luce la crescente sensibilità e consapevolezza degli italiani sulla sostenibilità dei loro elettrodomestici.

Seguono, la consulenza attraverso un commesso (56%) e i siti di confronto online (53%). Quando si sceglie un grande elettrodomestico, la durata e la qualità sono i fattori indicati più spesso come molto importanti per gli intervistati in Italia (79%), il consumo di energia e acqua è al secondo posto (76%) mentre la funzionalità al terzo (73%).

Con sorpresa il sondaggio rivela che i consigli dei conoscenti sono considerati molto importanti solo per il 16% degli italiani, riducendo di molto le aspettative di marketing riposte sul cosiddetto passaparola.

Con queste premesse i cittadini italiani si apprestano a una nuova lettura. Perché proprio le etichette stanno cambiando. L’Unione europea ha, infatti, aggiornato il sistema di etichettatura degli elettrodomestici civili e industriali e si moltiplicano le iniziative per far conoscere il nuovo sistema.

Da marzo 2021 (e da settembre per le sorgenti luminose) su frigoriferi e congelatori (incluse le cantinette per vino), lavatrici e lavasciuga, lavastoviglie, Tv e display, sorgenti luminose, apparecchiature di refrigerazione destinate a usi commerciali si trova una nuova nomenclatura.

La nuova classificazione presenta solo 7 classi, dalla G alla A, senza sottoclassi. Ogni etichetta è corredata di un QrCode con cui è possibile accedere all’Eprel (European product database for energy labelling), una banca dati che fornisce informazioni aggiuntive accessibili ai consumatori, agli organi di vigilanza e ai fornitori.

A ciò si aggiungono le indicazioni specifiche sui consumi energetici di ogni singolo prodotto: quelle per i frigoriferi mostrano il consumo annuale di energia; quelle per lavastoviglie, lavatrici e lavasciuga indicano il consumo di energia per 100 cicli, mentre il consumo di energia per display e sorgenti luminose è calcolato per 1000 ore di utilizzo.

Il nuovo sistema di etichettatura è andato a modificare le norme che regolano gli acquisti da parte delle pubbliche amministrazioni e del settore privato. Le prime, in particolare, sono obbligate a richiedere la nuova etichettatura energetica nelle gare pubbliche, con vantaggi attesi in termini di riduzione degli impatti ambientali e razionalizzazione della spesa pubblica.

Per quanto riguarda il settore privato, per partecipare alle gare pubbliche è necessario avere elettrodomestici con la nuova etichettatura. Anche in questo caso, i vantaggi sono la razionalizzazione della spesa e la diminuzione degli impatti sull’ambiente.

Come termine di confronto, si può dire che i prodotti attualmente etichettati come A+++ corrisponderanno approssimativamente alle classi B o C, a seconda del gruppo di prodotti. Non è però possibile stabilire una corrispondenza precisa tra le vecchie e le nuove etichette, perché quelle nuove sono state elaborate a partire da nuove metodologie di analisi.

Il nuovo sistema di etichettatura dovrebbe garantire risparmi annuali considerevoli, stimati in 150 milioni di tonnellate di petrolio equivalente, pari all’incirca al consumo energetico primario annuale dell’Italia, con un risparmio nelle bollette dei consumatori di quasi 300 euro e con maggiori entrate per le aziende per 66 miliardi di euro.