16 Agosto 2022
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Adriano Olivetti, il sogno di un uomo pronto a mettere le persone al centro

La responsabilità sociale delle aziende anticipata nelle scelte e nelle decisioni di un precursore assoluto come Adriano Olivetti, ancora oggi importante punto di riferimento per il mondo imprenditoriale italiano, e non solo. Un uomo guidato da una passione smisurata per la ricerca e dalla convinzione che le aziende dovrebbero sempre reinvestire parte del profitto a beneficio della comunità

Tempo di lettura: 3 minuti

Il cambiamento come opportunità di crescita aziendale. Una sfida positiva che sempre più imprese si dichiarano pronte a cogliere per continuare a crescere in un contesto estremamente dinamico come quello attuale. Trasformare il cambiamento in un successo non è però immediato, occorre avere una visione nitida e la capacità di concretizzarla sfruttando tutte le leve a disposizione, inclusa l’applicazione di un Change Management strutturato, che nelle persone e nei processi trova due suoi fondamenti chiave.

Si tratta di una metodologia del tutto comprovata, che nella storia dell’industria italiana trova numerosi precursori impegnati a far evolvere le proprie aziende partendo da un rinnovamento del loro stesso modo di fare management. Uno di questi precursori è stato senza dubbio Adriano Olivetti, che ancora oggi viene ricordato per la sua moderna gestione d’impresa e i suoi avanzati progetti industriali, tutti sviluppati nel rispetto di un principio chiave: reinvestire parte dei profitti a beneficio della comunità in cui si opera. Un principio, che anticipa quel concetto di sostenibilità sociale alla base dei tanti programmi ESG (Environment, Social, Governance) proposti oggi dalle aziende.

L’azienda come ‘casa’ dei dipendenti

Nato l’11 aprile 1901 a Ivrea, Adriano Olivetti si laurea al Politecnico di Torino in Ingegneria chimica industriale e inizia a lavorare come operaio presso l’azienda del padre, Camillo Olivetti, che nel 1908 aveva fondato la prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere. L’esperienza è formativa al punto da spingerlo a sognare un nuovo tipo di azienda, che basi la sua forza sul benessere dei dipendenti. Nel 1932 diventa direttore generale della Olivetti e, passo dopo passo, inizia a dare forma a questo sogno.

Reinveste parte degli utili in strutture dedicate agli operai, si impegna a fornire assistenza medica ai dipendenti e presta particolare attenzione alle donne impiegate nei suoi stabilimenti. I loro figli vengono accolti in scuole e asili costruiti vicino alle fabbriche, anticipando l’attuazione di un concetto che oggi è definito ‘work life balance’, ossia il corretto equilibrio tra lavoro-famiglia. A queste strutture si aggiungono ambulatori, mense e persino una biblioteca, usata come centro culturale per promuovere corsi e conferenze a cui tutti i dipendenti possono partecipare.

Il valore è nelle persone

La visione innovatrice di Adriano Olivetti è stata a 360° ed è partita da una revisione totale dello stesso concetto di gestione d’impresa. Alla base, la ferma convinzione che la capacità di un’azienda di portare avanti innovazione è strettamente legata alla sua capacità di valorizzare i talenti. Un connubio inscindibile riconosciuto dalle stesse prassi del Change Management, incentrate in particolare sul coinvolgimento delle risorse aziendali.

I risultati della convinzione di Olivetti sono sotto gli occhi di tutti, testimoniati dai moltissimi prodotti all’avanguardia che l’azienda ha messo per anni in produzione. A spiccare è, in particolare, la progettazione e la realizzazione dell’Olivetti Programma 101, un calcolatore da tavolo programmabile, considerato da molti il primo esempio di desktop computer al mondo. Un traguardo che è stato raggiunto grazie alla passione smisurata di Adrano Olivetti per la ricerca e al suo impegno costante nella valorizzazione di ogni risorsa aziendale.

Organizzazione, digitalizzazione e sostenibilità sociale: qui investono le aziende italiane

Oggi l’attenzione nei confronti dell’innovazione e dell’organizzazione delle risorse è in crescita costante all’interno delle imprese italiane. L’ultimo Osservatorio sul Change Management elaborato da Assochange evidenzia come i progetti legati alla “Struttura organizzativa” rappresentino un focus assolutamente chiave per le aziende, superati solo dai progetti legati alla voce “Tecnologia e digitalizzazione”.  Priorità a cui vanno ad aggiungersi importanti iniziative dedicate a “Cultura e comportamenti”, che da anni registrano investimenti continui in un’area che riguarda esclusivamente la crescita delle persone.

Interessante testimone di queste tendenze è Vaillant. “Nelle nostre decisioni aziendali la sostenibilità ambientale e sociale giocano un ruolo primario, insieme alla sostenibilità economica” testimonia Gherardo Magri, Amministratore Delegato di Vaillant Group Italia. “Il nostro slogan “Taking care of a better climate” esprime esattamente la nostra ferma volontà di “prenderci cura” degli aspetti strategici in ogni settore di attività, intendendo con “climate” un concetto dall’accezione estremamente ampia, che comprende anche il clima e le relazioni tra le persone per migliorare quanto più possibile ogni contesto in cui operiamo”.